A.53

 

-20′.



Mi affaccio sul dirupo del
Dolore,
In basso
La città sussurra
Fredde e
Sporche parole.

Il mio sguardo si perde
In quel mare di carne
Umana
Nauseante e fetido.

L’atmosfera
Inquinata
Dalle mille parole di catrame,

Gli oscuri vicoli
Sede di perdizione
E l’ennesima sfida fra
Ragione e
Follia
Destinata a chiudersi
In una spirale di caos.

-Il pianista.



Racconterò al caso
Il nostro strano
Arpeggio,
La nostra malata
Danza,
Le mille sfumature
Di piacere
Racchiuse
In un solo tuo secondo.

Il mondo
Si è già meravigliato
Della tua bellezza

Del mio amore

Della nostra tempesta.

Adempierò
Ai più folli voleri
Degli dei

Per stringere,
Ancora
Una volta
La folle armonia del tuo corpo.

-Piano.



Stasera
Si festeggia
La rinascita
Di un singolo
Latrato
Di speranza.

Distraggo i demoni
Coi mille vizzi
Del pensiero,

Stravolgo
Questo cielo
In un immenso attimo
Di consumata magia.

-Il vino.



La vita
Comincia
In mille risa
Duplici sguardi
Appassionanti
Saluti
Alle porte del cielo.

Stringo a me
Il tuo flusso
Di energia;

Coccolo
In nuvole d’argento
La fame
La rabbia

La voglia
Di altro fuoco.

-Nuvole.



Non ho nulla da perdere
Nel mio angolo bistrattato di paradiso,

Nessuno stimolo
Sulla prossima nuvola.

Guardo l’infinito aprirsi
Nei tuoi occhi.
Spietato,
Crudele
Il ricordo ancor miete vittime.

Schegge di attimo
Schegge di infinito
Modellano la sostanza dei sogni.

I latranti cani
Dell’odio
Mordono le mie orme,
Odorano la mia paura
Si nutrono del mio terrore.

Scappo,
Alla ricerca di un alba che mai incenderà il mio orizzonte.

-3.90



Di gioia
E di ardore
Son costellati
I mille ricordi
Con te.

Di sangue
E pece
Son piene
Le mie radici.

Scavo
In profondità,
Verso il nucleo.

Attraverso le paure,
Il nero
Veleno
Che si insinua
Fra le nuvole.

L’ossigeno
Boccheggia
In questa coltre
Di fumo
Ed io,
Cerco scintilla
In un ricordo lontano

Violentato dal tempo.

La corsa.



Ora
Non rimane che speranza
Nel buio barile della sostanza.

Intreccia
I tuoi capelli
Con i miei pensieri,

Amalgama
La tua bocca
Con mia magia.

Anima
Le tue forme
Con la mia poesia.

Emozionami
Come pura estasi
Come
Solo ed unica
Stella nel mio cielo.

Meraviglia.



Poi
La voce del sole
Bagnò le mie labbra.

Il cielo
Le stelle
I sassi
Le tenebre,
Sussurravano al mio orecchio
Verità occulte
Saperi nascosti
E
Vizi segreti.

Il tempo si riversò
Nell’attimo del ricordo,
Esaltando
Le ceneri ancora calde
Di un fuoco arso nel mio sangue.

Ballai
con un destino trafitto di stelle;
Amoreggiai
sui grandi viali della speranza;
Ruggì
Alla mia natura
Di insorgere
Su questo mondo di residui

Su questa terra arida,
Malata
Dalla pioggia acida
Della superbia.

O tu,
Selvaggia follia

O io,
Poeta del silenzio

O io,
Sognatore

O tu,
Meraviglia.

Civezza.



Corro sul bagnasciuga
Che mi narra
Tutto di te.

Di calde giornate
Celate nel tempo,

Di mille fotografie
Bruciate dalla rabbia,

Di due volti
Separati
Dalle tenebre.

Sei tu
Alito di tempesta
Che immerge la mia mente
Nella più avvolgente tramontana.

La natura
Ha trovato dimora
Nella tua danza;

Il mare
Le onde
I ricordi.

La sabbia
Rovente sui miei piedi,
Le serate
Passate a far l’amore
Sul dirupo della fine.

Magma vivo
Ha penetrato
La mia anima,

Liberando uno stormo
Di mille farfalle
Affamate di battiti.

Sei tu
Onda sugli scogli,
Tu
Riflesso nel sole,
Tu
Brezza fra gli ulivi.

Sei tu parola
Che al mio orecchio
Sussurra poesia.

Cinque in piazza.



Sussurro alla notte

Fini parole di piacere
Riesumate dal tuo corpo.

Calde e
Roventi
Amoreggiano con la sola
Sostanza dei sogni.

Spartiti
Direttori
Musicisti
Delle tenebre
Rievocano la pienezza della luna,
Invocando pathos
Emozione,
Flusso di energia

Evasa dall’universo.

Intingo
le mie labbra
Del tuo sangue,

Volteggio coi mille demoni
Nel tuo cuore

Canto,
Spietati ricordi
Imbevuti di dolore.

Or che i tuoi sogni
Son nutriti
Dall’ennesima stella
Cadente,

Il mio orizzonte s’infiamma
Di pur’amor
Per questo cielo
Pece,
Ma luminoso,
Com’un soffio di paradiso.

Sfregio di vita



Frammenti di luce
Affiorano ai miei occhi
Fra le mille piroette
Del fumo.

Sfregiato
Dal vento

Ferito
Dal sole

Ingabbiato
dalle nuvole

Ammiro
Le venature
Del sentiero.

Il cuore
Palpita
D’oceano

Le frande
Vibrano di luce
D’attimo
D’emozione.

Cresco
Nei boschi

M’innamoro
Del desiderio
D’una vita immersa nel caos.