A.61

 



sorge in un lieve fruscio d’autunno

quel che il cuor solletica

e gli occhi cercano.

un mistico trovarsi,

un dolore sublime – cera calda -

sigilla il mio cuore.

 

il candore delle sue labbra serrate

macchiate di sguardi,

le mie mani balbettano qualcosa

- forse una buonanotte -

e vago per una notte ancora

cercando la mia ombra.

Nuvole bianco-grigie



colli pallidi e rigidi si mescolano,

dentiere animali e visi di poeti,

immobili testimoni di bufera,

ondate di panna e polvere che lente errano,

fluttuano

nei miei pensieri

le sue parole mancate.

 

e il silenzio mi diventa allucinazione

una scorciatoia per la realtĂ 

nel mio mondo sottosopra