A.91

 



Spettatori ingenui del dolore,

d’improvviso lo vivemmo sulla nostra stessa carne.

Giovani cuori dilaniati,

inesperte anime smarrite.

Aspettavamo la sera per rincorrerci nei sogni,

per mentire alla crudele e sterile realtà.

E poi di nuovo il risveglio, di nuovo la tempesta.

Lo strazio dell’inaccettabile ritornava a trafiggere ciò

che era rimasto di noi.

 

 

 

 



Il tempo così nemico dell’uomo,

se non esistesse..

Incandescenti resterebbero le nostre braci,

come lucciole nell’oscurità..

Per sempre.