A.97

 

Ciò che penso di te



Seduti in un caffè
a scambiarci la vita,
a innamorarci.

Il drink che ha il sapore
della cannuccia di plastica.

Le tue labbra hanno il sapore
del tempo perso.

Seduti in un caffè
a odiarci e ucciderci,
ma senza dirlo.

Siamo animali sbronzi



Oscurità catturami, qui e ora,

come animale vago perso per la città .

Sbronzo,

dei tuoi occhi.

Ferito,

dalla tua voce.

 

La morte sacra fine sta arrivando,

ed io qui l’attendo:

stanco della vita.

 

Ma ora, tra le accecanti lucidi Times square

ti ho visto:

luna piena.

 

Ed il sangue ribolle,

e vuole scappare.

E la mente vaga,

persa.

E gli occhi esplodono, e vedono

universi.

 

Ninfa urbana



La notte la trovò racchiusa nelle sue paure,

le stelle nel bosco la cullavano

la natura era estensione di lei, il suo terzo occhio,

riusciva a vedere oltre i monti, più in alto delle querce,

la vita stessa era espressa dal suo muoversi, dal suo continuo ballare,

ora, lei, lì, ora, distese sull’ erba fredda di un bosco sconosciuto

e la pioggia che le accarezzava il volto :

era viva!

Luci al neon e sesso



Luci al neon e sesso,

scaldiamoci da queste nostre labbra,

dal tuo seno bianco, dalla mia ispida barba, bruna,

da questa luce al neon che ci abbaglia, acceca,

nel nostro primo amore, freddo,

amiamoci sotto questa luce da manicomio.

Scendiamo all’inferno,

Satana prendici con te,

giacché il paradiso ripudia il nostro amore tormentato, malato,

fatto di pugnalate alla schiena, sangue, vino rosso,

lanciamoci dalla finestra, aggrappandoci con il lenzuolo sporco alla luna,

facciamola arrivare in mezzo a questo marciume,

lei così bella e limpida e lontana e solenne.