A.97

 

brucerei Parigi per te

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Ti sei mai sentita viva come ieri sera ?
Dimmelo ti prego, poi te ne andrai nella tua parte di Mondo,
ed io nella mia,
e forse un giorno ci rincontreremo, e poi chissà.
MA ADESSO DIMMI !

 

Hai mai sentito la vita scorrere in quel modo come ha fatto ieri sera,
da farti tremare,
da non farti riuscire a parlare?
DIMMELO !
Io è questo che voglio sentire,
come una droga, anzi molto più forte di una droga,
le emozioni mi hanno annoiato
e non hanno più alcun effetto su di me.
Invece è proprio questo che io voglio,
mettermi continuamente in gioco,
non avere punti fissi,
mai.

 

E’ vero, continuando così finirò per morire,
ma sarà stata la vita più dolce e bella di tutta la storia dell’uomo.
Io non voglio baciarti, o abbracciarti,
io voglio farti tremare, voglio che la vita ti prenda a pugni,
ti scuoti dal torpore quotidiano,
voglio scardinare tutte le tue sicurezze
e
infrangerle a terra come vecchia porcellana.

 

Voglio vederti svenire
ed accasciarti a terra
dalla troppa vita,
perche se non lo sai…
è questo che pretendo dalla vita.

 

 

Ciò che penso di te



Seduti in un caffè
a scambiarci la vita,
a innamorarci.

Il drink che ha il sapore
della cannuccia di plastica.

Le tue labbra hanno il sapore
del tempo perso.

Seduti in un caffè
a odiarci e ucciderci,
ma senza dirlo.

Siamo animali sbronzi



Oscurità catturami, qui e ora,

come animale vago perso per la città .

Sbronzo,

dei tuoi occhi.

Ferito,

dalla tua voce.

 

La morte sacra fine sta arrivando,

ed io qui l’attendo:

stanco della vita.

 

Ma ora, tra le accecanti lucidi Times square

ti ho visto:

luna piena.

 

Ed il sangue ribolle,

e vuole scappare.

E la mente vaga,

persa.

E gli occhi esplodono, e vedono

universi.

 

Ninfa urbana



La notte la trovò racchiusa nelle sue paure,

le stelle nel bosco la cullavano

la natura era estensione di lei, il suo terzo occhio,

riusciva a vedere oltre i monti, più in alto delle querce,

la vita stessa era espressa dal suo muoversi, dal suo continuo ballare,

ora, lei, lì, ora, distese sull’ erba fredda di un bosco sconosciuto

e la pioggia che le accarezzava il volto :

era viva!

Luci al neon e sesso



Luci al neon e sesso,

scaldiamoci da queste nostre labbra,

dal tuo seno bianco, dalla mia ispida barba, bruna,

da questa luce al neon che ci abbaglia, acceca,

nel nostro primo amore, freddo,

amiamoci sotto questa luce da manicomio.

Scendiamo all’inferno,

Satana prendici con te,

giacché il paradiso ripudia il nostro amore tormentato, malato,

fatto di pugnalate alla schiena, sangue, vino rosso,

lanciamoci dalla finestra, aggrappandoci con il lenzuolo sporco alla luna,

facciamola arrivare in mezzo a questo marciume,

lei così bella e limpida e lontana e solenne.