B.06

 

Dicembre



Scivola
la stanchezza del giorno
silenziosa e incerta
come goccia su vetro



Sulle rotaie del tram numero 9,

balbettano i sogni tra pallidi sussulti:

ho ancora paura del buio.



Due fosse nere ti inchiodano
nuda
e si sciolgono
in una silenziosa pioggia
di sguardi.

Piovono lettere negli scantinati



Ho la schiena spezzata
le lancette dei minuti sono impazzite nel limbo del tempo
Piovono lettere negli scantinati
Il petto è lacerato
Neanche un pittore può dipingere l’assenza

21 marzo



 

Oggi è una di quelle mattine in cui la luce buca le finestre
e le coccinelle zampettano sui fili d’erba.
Tre corvi si sono presi gioco di me e hanno rovesciato la spazzatura.
C’è cenere dappertutto e non so come fare a farti ridere ancora una volta.
Sarà perché non riesco a sentire le grida delle rondini
squarciare il piombo della strada?

Oggi è una di quelle mattine in cui la luce scrosta la tristezza
dagli occhi e le ragnatele dai muri.
E il calendario mi ricorda che è il compleanno di mia madre.
Ma non c’è campo da nessuna parte e ho dimenticato la sua voce.
Le dita mangiate contano piano tutte le mie extrasistoli.
Primavera, perché ci hai messo tanto?

Acitrezza



 

Si infrange
sullo scoglio
marea di
Poesie altrui

Anneghiamo
in versi
senza tempo

Non ha spazio
la paura
questo mare
strappa sorrisi.

 

B.06

Catania



 

Pollicino del mio Io,
ho sparpagliato
brandelli
per non smarrire
la strada.

Il mio petto vuoto
naviga
nella nebbia del Po.
Si accende l’alba
nell’acqua sporca.

Solo un suono
spezza il silenzio
dei Murazzi.

Come briciole
Rimbomba
la nostalgia
di casa.

 

B.06

Lettera al padre



Era bello quando

tra me e la tua ombra

si schieravano le coperte.

 

Rannicchiata in un letto,

ti ascoltavo leggere

fino a farmi schiacciare.

 

Oggi sono io che

leggo Kafka

ed è solo cenere

sporca.

 

Dentro di me,

si spegne l’odore

della tua ultima sigaretta.

 

B.06

Sensi di colpa



Quanto risuona in te il mio

silenzio vuoto?

Bruciano i sensi di colpa

e mi supplichi di spegnerli.

Ma a Messina non c’è acqua

da dieci giorni.

Ogni atomo si accende con

un ululato e credi di

impazzire.

Piangi e ascolta

questo incendio muto.

E se proprio non hai pace,

chiama il 115.

 

B.06

TSO



Barricata in una stanza

con le voci nella testa

e la camicia di forza

scrivo una lettera per te:

“Babbo, a Natale,

Regalami un TSO”.

 

B.06

Chiodi in testa



Le tue risa risuonano
come chiodi
sparpagliati in una stanza.
Svuotatemi la testa.

Ti va di aprirla in due
metà
con la tua voce affilata?

Silenzio! Preferisco il
ronzio sordo a questo
rumore metallico.

 

B.06