C.43

 

Printemps



Ti ho cercato in ogni angolo
di questo giardino segreto
Senza trovarti

Qua e là, hai sparso le tue melodie
sul prato umido di primavera
che non sapevo più dove guardare

Ma poi, ho intravisto le tue linee
timide, sotto una cascata di glicine
Tu, cerbiatta, attenta e assorta in dettagli sottili
che nessuno, quanto te, sa più apprezzare

Sorridendo, mi son pensato stupido
perché in fondo l’ho sempre saputo
che ti piacciono i posti ricercati
dove si nascondono i poeti
a scrivere d’amore, a contare i fiori
a cercare le risposte in un cespuglio di more

Ti osservo un istante, poi ti raggiungo:
una viola per te
un bacio per me
Primavera brilla, emerge da ogni cosa.

Parigi è uno stato d’animo



Eravamo noi
Quei ragazzi di cui parla Prévert
che si baciano in piedi
nella notte
senza ombrello
Sfacciati, a ridere dell’amore e della pioggia
A correre, cadere e guardarsi così
coi pantaloni e le calze
sporchi di fango
Uscire all’alba e rientrare a notte fonda
raccogliendo ogni volta un pezzetto di città
Un vecchio vinile, una giacca vintage,
una margherita
Vivevamo come due
Nomadi
In cerca di emozioni, orgasmi,
un fiore da coltivare



Come un regista pazzo
ho diretto sogni,
film mentali,
psichedelia pura,
accarezzandomi teneramente
le screpolature
sulla pelle
e strappandole ferocemente
ogni volta
al mio risveglio

Tenerezze di luglio



Mi è bastato
spalancare le palpebre
alle 20:32
e serrarle strette strette
alle 20:34
per capire
che collezionerò tramonti

Vanille



Ho fatto un tè alla vaniglia.
Senza zucchero.

È bollente.

Il vapore mi ricorda il fumo delle tue
sigarette
E le tue labbra rosse
socchiuse
Capelli indomati sul viso
un po’ come te
Quelle fossette
che non smetterei mai di baciare
Poi le tue iridi
eterocromia di miele e mare

[…]

Ho fatto un tè alla vaniglia.
Senza zucchero.
Mi sono persa percorrendoti…

È freddo.