C.45

 



L’inafferrabile essenza della felicità

(apnea, distacco, perdita)

e insieme inevitabile intensissima perversa presa di coscienza
di quanto sia complementare al dolore



Tutti sulla valle accanto al fiume, molti sulle verdi colline illuminate, altrettanti sui percorsi di montagna, in cento sui sentieri ripidi e impervi, in dieci intravedono la neve, due temerari continuano a camminare.
Uno sul ghiacciaio;
Io, sola sul ghiacciaio.



Devo ancora capire quale sia
la logica del tempo
Devo ancora capire quale sia
il nome dell’indifferenza

L’indifferenza che ti porta
a ignorare totalmente,
passando per la strada

Persone con le quali
hai condiviso l’anima
persone alle quali
hai toccato scheletro e viscere

E che adesso sono estranei
al pari dei passanti
dei quali ignori il nome.

Non so come chiamare
questa falsa indifferenza
che cela dietro a sé
la miseria dell’esistenza.

A.



Scrivo di te,
dei miei abissi
e della tua luce splendida.

Supernova



E lasciatele fare e lasciatele cadere collidere scoppiare quelle stelle morenti che quella caduta è vita quel che a voi sembra morte è vita

 

pura

 

Vita.



Un continuo cercare un equilibrio
continuamente cadere
continuamente vedere
minuscoli puntini
di bellezza
purissima.



Racconto di momenti
non di vite ma
di istanti.



Io i tuoi occhi
li potrei ritrovare
solo quando dalla terra
non nasceranno fiori
ma steli dorati
fili d’erba color ambra
intrecciati in tal modo
da sembrare una galassia.

Ma non sarebbero,
comunque,
i tuoi occhi.

08/15



Mentre tocco i tuoi capelli nero corvino
occhi da indiano
Parlami di Dostoevskij e
portami nel tuo sottosuolo.

Tu



Come la natura,
che con immensa forza si scatena
senza curarsi del male che provoca

(interpretazione puramente umana)

Come il mare,
bellissimo nella sua calma,
infinito.