C.08

 



Il nostro bellissimo segreto
- shh, non dirlo a nessuno
È che per nulla al mondo
Avremmo creduto
Che tutto
Si ribaltasse
E ci mangiasse
E ruttasse



Come quando mi hai preso in braccio
mi hai guardato, e mi hai rimesso giù
così sembra la vita far con me

e sarebbe quasi divertente se non fosse
terribilmente drammatico;
io pregherei ma non so chi pregare

e così il patto è questo, eh?
Nella mia ingenuità, vorrei osare di più
ma ora ho paura di non riuscire a uscire.



Seduto in un palcoscenico vuoto
guardi il vuoto

Sei il mio personaggio meglio riuscito
e come tale non troverai collocazione

Vittima dei miei sbalzi d’umore e della mia crescita
sei, vittima cura e distrazione

Sei lo specchio degli sbagli e dell’odio
ma sei ancora bellissimo

Dalla tua bocca distorta ancora
potrebbero uscire storie

Ma il tempo sembr’essere finito
e ti squagli.



Come fiori vittime di crudeli m’ama non m’ama
ci hanno strappato i fiori rallegrandosene
li hanno dispersi nel vento
e calpestato i nostri steli

E ora
perfino la nostra ninfa s’è seccata.



Vivere come farfalle senz’ali
zoppe, un po’ storte
e piene di voli incompiuti

Dissi tu l’altro giorno sul treno
“dovrei scendere”
e poi sparisti
sulla mano portavi una benda nera
e dentro, fra le dita, soffocavi
una farfalla leggera



Sono una persona modesta
e mi piace il mare.

Però non mi piegherò a voi
non sono una
pallina di pongo.

Se questo è il mio destino
che sia!

Dev’essere il mio sangue
è morto corroso
e pazienza

Se questo è il mondo
chi sono io?



Dalle mie ceneri costruirò un castello e
ti ci porterò dentro
tenendoti per mano
per dirti
“ti —”



Fra i re e regina dell’altopiano del fallimento
sei fasciato di verde e di giallo e di blu
pessimo gusto, dico io
ma il problema è che non dico mai abbastanza.

Il punto è questo:  i tuoi baci mi fan schifo.
Fanno ribrezzo, te l’hanno mai detto?
Il punto è questo. Non ti voglio
e le tue mani tienile al loro posto.

Il problema, caro, sei tu: tu e la tua lingua
i tuoi pensieri da mentecatto bigotto
fingi di fare il benpensante, ma sei solo
un fagotto. Tu fai schifo, più che un bacio

Bardato di arroganza, lustrini e prepotenza
non sono né re né regina, io: vi guardo
finché da soli, come scemi, non appiccherete
fuoco al vostro stesso trono. Allegria!

bianco(re)



Tutte le cose più belle
che mi hai insegnato
a cosa son valse?
ieri è nevicato
e bianca la neve
e bianco il cielo
e bianco tu
che in fondo non ci sei mai stato
o forse mai veramente vivo

E da cadavere
mi hai risposto.

San Valentino



Questa è
Una poesia d’amore
Per te.

l’assenza



È la stata la paura a impedirci
Di guardarci ancora
E ora di te
Non mi rimane più nulla

Solo quattro forbici in un cassetto
Un morso su una guancia
Fogli senza quaderni
Treni mai partiti

E ora di te
Non ho più nulla
Solo le labbra ancora socchiuse
E gli occhi mai baciati



Se
come nei cartoni
stesse precipitando un pianoforte
su una povera, innocente persona,
ecco,
prima che ciò accada
dovresti prenderla e stringerla
a te.
(inutile cercare di spostare il pianoforte)



Una città di vetro
Che riflette troppa luce
E si rompe troppo in fretta