C.100

 

Sera



A sentire la pioggia cadere ci saresti stata per ore

ed eri brava a vedere i mondi dietro le cose

Nel buio cercavi mani

troppo fredde per darti calore

Avevi occhi troppo grandi per non osservare

come il cielo cambia colore

con il tramonto che ruba un altro giorno

Tempo che passa

imperturbabile

Ed è di nuovo sera

E sei di nuovo sola

Limbo



e ancora che vorrei essere nel limbo dei tuoi pensieri

E le promesse che non hai avuto il coraggio di ammettere

disturbano il momento prima di dormire

chiudi gli occhi a forza per non dover trovare scuse

alla tua incapacità di tenerti accanto a te stessa

 

Come se nel buio potessi sparire un po’

 

Ma quanto ti stanchi a cercarti



e allora puoi farmi male, dovresti.

Sarebbe una ragione per chiudere gli occhi senza dover affievolire questi pensieri

che mi condannano ad un’estenuante ricerca di scuse prima di fare pace con me stessa

e finalmente dormire.

Lo sarebbe, il dolore, un buon compromesso

così che io abbia qualcosa con cui condividere questo mio dentro

che non capisco se sia troppo vuoto o troppo pieno

 

Ma pesa.

Di niente o di tutto, alle volte

pesa.

Tempesta



Ma di guardare il cielo con gli occhi grandi non ti sei stancata mai

Le labbra socchiuse in prematuri sorrisi

troppo deboli per resistere

Fra le ciglia memorie lontane

e forme di nuvole che non vuoi scordare

Ancora che, lieve, ti estranei dal mondo

ti lasci osservare

nell’apparente quiete della tua immagine

 

dentro di te

la più forte tempesta.

 

Amen



Ho rivolto a te

le mie più sincere preghiere

Che io possa lasciarti illuminare

il mio buio mediocre

la mia nera paura

Che tu possa lasciarmi nascere

i fiori più belli

dalle ferite delle quali sei tu

la cura

 

Neve



Neve

nei tuoi occhi

attraversando il nostro gelido inverno

così freddo da fermarmi il cuore

nel momento in cui

incrocio il tuo

bianco sguardo

Caos



In principio era il caos

nei miei occhi stanchi di cercare oltre

e le mie mani troppo fredde

e gli abbracci avevano la forma vuota

delle cose lasciate a metà

 

In principio era il caos

poi ho imparato a contare i passi

che dividevano i miei occhi dai tuoi

 

Infine ero io

persa a contare

i passi mancanti

per arrivarti vicino