C.109

 



Ove s’appende

Il desio fervente

Se la Città s’accende

E le stelle son spente?

Dissolvenza



Un pensier s’accende

S’ode il crepitio

Che il cor scalda

Ma in mano sfuma

E di te la scia profuma

Malinconia



Il silenzio ascolta
Della parola in me raccolta
D’un battito l’eco sordo
Che cade sul ricordo

Come neve sulla Città
Si lascia dietro una scia
In un attimo d’eternità
Di candida malinconia

Quello che resta



Di te mi resta il tempo

Che non abbiamo vissuto

Ed un abbraccio fugace

Con cui tacesti un addio

Passerà questa poesia



Passerà questa poesia

tra mani sconosciute

labbra e occhi spenti

e con il tempo

su questi muri silenti

si consumerà

 

Passerà questa poesia

tra promesse dimenticate

parole e sogni d’estate

e in Piazza Grande

sotto stelle opache

si sdraierà

 

Passerà questa poesia

tra onde impetuose

emozioni e cuori appesi

e insieme a me

dentro il tuo sguardo

si ritroverà

Pensieri notturni



Buio è questo cielo

e m’avvolge nel suo manto

mentre il tempo scorre

fugace e sì il pensiero

che brama silente

di posar l’occhi nei tuoi

e di mirar lì racchiuse

luminose le stelle

Ti ho dedicato un momento



Ti ho dedicato un momento,
costante ad ogni mio risveglio,
alla sera distesa sul letto
o al pomeriggio nel parco;

In riva al mare con lo sguardo perso,
dinnanzi l’alba o il crepuscolo,
il tuo momento perfetto, e il mio
cuore danzante un lento;

Nell’attesa delle tue parole
che s’intrecciavano con le mie,
come a tessere un aquilone
di cui da sola ho retto il filo;

Nel percorrere le stesse strade
che ci hanno accolto e lasciato
senza fiato, con la voglia di scoprire
quel che Bologna ha da offrire;

In questa poesia che forse scoverai
sotto un portico o in mura sconosciute
a quel ricordo in me ancora vivo
e chissà se a lei sorriderai.