C.124

 

Promiscuità



Giovani talenti esordienti; eroi falliti
e impazziti.
Vogliamo conquistare il mondo,
ma tutti allo stesso modo,
seguendo uno stesso stile
versatile
e futile.
Finti insensibili,
ma alla fine tutti suscettibili,
e tutt’altro che indistruttibili.
Vinceremo buoni gratuiti
per scappare da voi che ci avete travestiti
da camaleonti.
Ci divertiremo come scimmie,
ci coloreremo come colibrì;
berremo un goccio per smorzare l’imbarazzo; giocheremo con i pupazzi
di quando eravamo bambini
per scherzare sul passato
E chiacchierare con gli occhi,
riguardo un futuro un po’ insensato,
ma salvato dall’arte di essere involontariamente strani.

Scacco matto



Ehi uomo,
tu che arrivi come un tuono
non sei mica un capitano,
quindi non ti concedo di toccarmi la mano. Se ne vuoi approfittare,
io non ti posso accettare.
Non sono qui per pettinare le bambole,
e non cado dalle nuvole.
Non ho bisogno di stupide parole,
se poi non sai sfruttare le regole
di corteggiamento.
Il tuo è solo divertimento
non c’è sentimento
ed io non voglio giocare
né abboccare.
La tua rete tienitela per te
non si scherza con me.
A volte c’è bisogno solamente di tatto: Scacco Matto.

Ecstasy



I prefer loving than not loving.
I prefer reaching the highest top and falling down, than being in the middle of nowhere.
I prefer waiting without knowing what, or who, than falling into arms I don’t want.
Guess what: a piece is always missing, but the wire I’m treading brings to ecstasy,
where the sky is blue,
clouds are white,
head is screwed,
mistakes are blind,
by chances,
pictures are fixed,
and people mixed,
between the milky way
and the stolen paradise.

Gli amori immaginari



Gli amori immaginari sono questi che descrivo e vivo.

Non me ne privo, perché fungono da diversivo,

poiché sono un tentativo emotivo e creativo per giocare,

e tenere sulla pelle un marchio,

uno scarabocchio di un giovane artista collezionista di ricordi passati,

spaventati,

perdonati

e di futuri ricercati

Aggrappati all’ignoto.

Antidoto di gloria:

scriviamo la nostra storia,

pagina dopo pagina

e la custodiamo

in cantina

fin quando non diverrà divina.

Inno



Volevo dire che ho voglia di dire tante cose

ma non so come spiegarmi.

Provate solo ad immaginare

di sapervi svegliare alle sei di mattina

d’estate

per vedere l’alba

ditemi anche voi che la voglia di tornare a letto passa

per lasciare spazio all’inizio o alla fine di qualcosa.

Volevo dire al mondo che amo la vita,

un po’ la odio anche,

ma non fa niente.

Volevo dire che adoro quando dopo una giornata in casa

con i capelli raccolti

mi preparo per uscire

e sciogliendoli,

senza pettinarli, fluttuano.

Volevo dire che pensavo di aver capito cosa significasse amare una persona

Ed invece adesso non lo so più…

O forse sotto sotto lo so,

ma sono troppo distratta dalla Bellezza della Luna

Lassù:

Lontana,

Vicina.

Volevo dire che è meglio essere matta

piuttosto che contraffatta,

piuttosto che insoddisfatta.