C.66

 



Sento la mia pelle che ti avvolge tutta intera,

ma senti ancora freddo

e non ricordi perché.

Te lo dirò io,

se vuoi.

Mamma,

ti chiamo con mille nomi e

guardo i tuoi occhi.

Dietro ci sono infinite costellazioni,

galassie lontane,

i miei sogni persi nelle tue paure.



Mi chiedo che canzone ascolti

quando piangi e poi mi pensi

 

Per te e per me, ma sempre per lei.



Io e te,

ombre ai piedi

del gigante che camminava

bello tra schiere di genti.

Tu,

un minuscolo essere biondo

occhi del mio nome,

vivevi di poche parole,

rade come i nostri sogni.

E guardavamo i suoi,

brillavano al sole;

quanto ci siamo affannate

per accarezzarli.

Io,

un essere altrettanto minuscolo,

non per statura,

ma per confronto.

Sorriso grande

di chi non sa parlare.

Lei che parlava bene

sempre,

ci prendeva per mano,

ogni volta che non vedevamo.

Lei stanca della vita,

di quelle notti bagnate,

e il panico dal cordone ombelicale.

Quei suoi capelli folti,

senza una regola,

denti bianchi di chi non ha paura.

Lei sale e terra,

fuoco e vento.

Lei era mare dentro.

Via Fabbroni 21A



E penso che Firenze fosse bellissima

sotto i lampioni di casa tua

le notti del Primo Maggio,

alle quattro del mattino,

Tornavamo stanchi e leggeri,

su strade di stelle

a piedi nudi,

implorando canzoni

che sapessero di noi.

I tuoi occhi

spezzati dai sorrisi,

come i nostri corpi a letto,

con quei baci rubati al tempo

che non torna mai indietro

si sa.

Avevamo preso in affitto

anche la felicità.

 

Per L.



Piango le parole

che non mi racconti più,

ogni giorno

da quando sei sparita.

Ti cerco alla stazione

negli occhi di chi non conosco

e mi chiedo se ancora hai paura

di prendere i treni da sola,

se delle volte mi pensi;

ti tenevo la mano

in quel buio di panico.

Stasera come ieri sera

guardo le stelle

per rivedere le nostre foto,

risentire la tua risata,

le ore al telefono,

le notti insonni e

quelle abbracciate.

La tua assenza per me

è un’eclissi eterna.



Per ogni scarto di coscienza,

azioni energiche

a parole allergiche



Tu,

poesie d’amore

e lunghe corse ai binari

Ho capito di amarti



Ho capito di amarti

in un giorno normale,

io ero banale,

molto scostante,

non mi vedevo tra la gente.

Ho visto te.

Ti ho lasciato le mie parole

per poterti addormentare la sera

senza tenere la luce accesa,

sprofondare nel buio

e non avere paura.

Hai visto me.

E mi hai lasciato i tuoi occhi,

adesso anche io

mi vedo tra la gente.

Ho capto di amarti

in una notte di pioggia,

chiara come tante,

in cui il tuo sorriso

ne fu eco per sempre.

Ed oggi che amarti

è capire tutto e niente,

ti ho lasciato questi miei silenzi,

nero su bianco,

per ricordarti che

anche amare

bisogna saperlo fare.

Felicità



Ed anche oggi trovo il sole,

all’alba dei tuoi tramonti,

sorrisi dei nostri incontri.



Sono qui che scrivo

mettendo pezzi di te,

eppure non ti vedo.

Parole mie

che non siete mie,

ma di qualcuno nascosto,

mie care amiche,

parlatemi un po’,

almeno voi.

Io sono invisibile.

Sigillo



Scriverò il tuo nome sui ponti

per farti attraversare

tutti i fiumi in piena

del mio cuore

Foto



I miei occhi

camere oscure

dei tuoi sorrisi

Sai



Sai di vento di mare,

nuovo che respiro a pieni polmoni.

Sai di un bacio sulla fronte,

puro e genuino.

Sai di pioggia d’estate,

che travolge in un attimo,

come lacrime sulla pelle.

Sai di carezze sui volti piangenti,

quelle che ti esplodono nel cuore

e vivono nel silenzio.

Sai di notti stellate,

che abbagliano ogni tristezza.

Sai di un volo di rondine

libero e docile.

Sai di baci sulla mano,

umili e di amore profondo.

Sai di ogni germoglio di questa terra,

che piccolo fiorisce

e grandezza emana.

Galata



C’era il sole ad Istanbul,

c’era tanto sole.

I tuoi sguardi su di me,

i tuoi pensieri sopra di me.

Io e te.

Per mano la felicità.

Confini



Al di là del tempo infinito esistiamo io e te.

Esistono i nostri occhi che si sfiorano,

le nostre mani che si guardano.

Al di là dello spazio sconfinato,

mi hai afferrato,

è come se poi non pensassi più.

E pensavo di un amore,

un amore mi sostiene da quel giorno,

il tuo.

Al di là di questo cielo aperto

io ti dichiaro parole che valgono,

giorni che si sentono

e non si dimenticano.

Al di là di ogni notte di questa terra

io salirò alta come il sole

per non vedere i tuoi segreti

ma amare le tue ombre.

Battiti



In questa aria che non si muove

ti guardo e palpito,

Sovrumana meraviglia.

Mi rendi fragile,

io ancora più umana di questa carne.

In questa aria che si fa densa

tutto tace,

mentre io strepito.

Ci sei ancora tu,

che non mi fai arrendere,

io la più arrendevole delle guerre.

 

Io senza me



Sento il tuo profumo,

che si dilaga nel petto,

e una gioia si riversa in ogni parte

del mio piccolo corpo.

Non ci sono più oceani per me,

ma solo fiumi in piena,

che mi confondono in te,

mi avvolgono a te.

Prenditi tutto di me.

Raccogli

i detriti del mio cuore,

relitti

alle sponde del tuo amore.