C.70

 

Maddalena



Sei in un colpo di sguardo

sterminato, per dire,

e fai attenzione,

che i tuoi occhi catalizzano comete.

Innalzati verso lo strapiombo che va alla ribalta del mondo,

mondo caduto a terra.

Anela alle infinite orchestre,

sospiri di giganti,

nido di rondini

patria di transiti.

Tu ti situi nel mezzo.

Siedi nel mezzo,

nell’utero del mondo.

Cantastorie I



Ho parlato di te al vento del tempo che passava avanti e mai ti prendeva con se.
Poi un giorno ti prese ed io all’improvviso,senza sapienza di niente, iniziai a scrivere per ingannarlo,
il tempo.
Iniziai una partita di danze pockeristiche con il padrone della grande giostra a suoni di corse, fermate impuntate punta coda e spintonate.
Altre volte invece sedevamo stanchi da qualche parte discreta, su un gradino sudicio e respiravamo con qualche sorriso tra i denti e sporadiche tregue tra occhiate che ci scambiavamo,
tra una parola e l’altra.
E allora arrivavi tu tra questi paseos davanti a noi,
ci guardavi soddisfatto e t’immedesimavi in un’espressione come per dire .
Allora?
Finalmente eravamo insieme, cosi in tre, come in due, come quando fortunatamente me, te o lui, avanziamo in solitario e in un flash sappiamo di camminare in tre, per tre, per quattro, cinque, in sei…
anche con le gambe e il passo dell’altro,
con gli occhi di quell’altro, anche,
vecchio,
anzianaccio signore,
il tempo.