C.74

 



oggi

abbiamo calpestato

lo stesso suolo

e

la nostra pelle



Ti vedo.
Il tuo volto d’angelo mi rende immobile:
nessun minerale scorre dentro di me, solo pietra
dura
fredda
e triste.
(ti accorgi e mi alzi gli angoli della bocca
non riesco a rispondere e fuggo.)

Tra te e me
un muro di vetro
freddo
grigio
come il cemento.
Le mie mani
sullo specchio e le tue
sulle mie
intoccabile
ti guardo e vorrei
assaggiare la tua bocca
le tue labbra
piene di sapore
Ho atteso a lungo
questo momento
e tutto quello che vorrei adesso
è toccarti.

Il tuo essere mi parla
nascono in me migliaia
di paure
una tenebra
profonda
che è calda come la tua voce
e mi sussurra:
no.

Sono stata sposata con l’oscurità
in questi anni e ho perso
il Dio che era dentro di me
Sto cercando Adesso ora, tu l’hai trovato?

Narciso, sono la ninfa che t’amava e che è rimasta nella grotta.

Ti invito a salire:
mi guardi, sorridi e poi
te ne vai come un treno che parte.

Vorrei dirti adesso che mai più ho trovato il binario
il destino ha voluto che prendessi altra forma:
una ruota che gira solitaria in apparente libertà.

(Il rumore del vento tra le foglie degli alberi: sussurra.)

Vorrei tornare a lanciare sassi nel fiume
perdendomi in cerchi concentrici;
andarmene lontano da questa terra avvelenata
e sollevarmi nell’aria come aria
con te.