C.76

 

Su cubi



Verde speranza, verde di morte

Sapore di mandorla,

Odore di Cimici o di rotte le porte.

Bianco polverizzato,

Blu annegato,

Nero è la pece di falchi le ali

Rosso il sangue che percuote le ossa

Uno dei tanti è di poca natura,

Giallo sfumato in un prato irridente.



Come una lacrima su un pezzo di carta

Lo sguardo si scioglie e si sfalda,

tra gli scogli di un mare troppo grande.

Sola



Ormai nessuno li vuole più: poeti, artisti, musicisti, scrittori.

Tutto è sicuro, rinchiusa in quelle quattro mura di mattone,

Tu rimani sola.

Non c’è spazio per chi merita,

Per chi infonde,

Per chi ama.

C’è spazio per chi distrugge

per chi odia

Per chi ride

C’è spazio per voi masochisti inconsapevoli,

Non c’è spazio per noi eterni consapevoli.

Perché il dolore ci aiuta, ci permette di fare.

Di morire per quel dolore.

Non vogliamo tanto, siamo poveri ricchi noi.

Gettati dal monte Taigeto ancor prima di nascere,

Deformi come Saffo, tentati come Orfeo.

Siamo misere conquiste,

Complessati anarchici,

Siamo un caso disperato,

Ma non siamo voi.

Problemi Disperati.

Ammazza il tempo e spegni la luce



Mal che fai male

Mal che nuoci alla salute

Ammazza il tempo e spegni la luce.

Uno sguardo al tuo viso candido illumina

La serratura del cuor che mi tien vivo.

E io come uno scemo lo cerco con un sorriso,

tu mi guardi e non capisci, non capirai mai cosa mi tocca subire guardandoti.

Al solo tocco dei tuoi occhi ogni sogno svanisce e tutto mi riporta alle solite frasi da dire.

Mal che fai male

Mal che nuoci alla salute

Ammazza il tempo e spegni la luce.