C.78

 

Rimorso



Sono tornata a vivere quel pomeriggio

Almeno un milione di volte.

Ogni volta immaginandolo diverso:

senza un rifiuto, senza una fuga.

 

Sono tornata a vivere quel pomeriggio:

Una vera ossessione.

Frustrante immaginazione,

in cui siamo vicini.

 

Mi avresti parlato e io

Ti avrei baciato?

O saremmo stati a parlare e scherzare

piuttosto che tornare a studiare?

 

Ho vissuto di nuovo lo sbaglio e l’orrore

di fuggire davanti al mio più grande desiderio

Ho rinunciato al mio sogno diventato reale

Per paura di svelare l’illusione

 

Cosa avrai sentito e cosa avrai pensato

Non lo so

Scusa la mia debolezza e scusa la mia paura

Sei stato una realtà troppo a lungo sognata

 

Quello sguardo che le rivolgi,

Gli scherzi che le fai,

Quelle carezze invisibili,

io non le proverò mai

A Teresa



La vecchiaia ha forse annebbiato

i ricordi del cuore?

 

L’ultima volta

sono stata un’estranea

agli occhi che mi hanno visto crescere.

 

Trattenere le lacrime

non serve

se qualcosa nel cuore

annega

 

Tutto è già scivolato via

E io cosa ho fatto?

Sono andata oltre. E ora

siedo nell’angolo della colpa

anche con te



Su un molo che entra tra i flutti urlanti,

buio pece, ribolle l’urlo dell’esistenza

in me tutto tace.

Dove una volta c’era solo vita,

ora è solo buio silenzio.

Sono sola.

 

Quanto vorrei una vera compagnia.

Amo



Sei entrato

nella mia carne,

come amo

 

E ti sei annidato

negli angoli più

profondi e caldi

di me.

 

A un tratto, uno strappo

dolore infinito

di un amore finito

Notturna rassegnazione



Nel buio della notte

Nel silenzio dei grilli

Sotto una pallida Luna

La mia mente corre a te

 

Così lontano, eppur così vicino

Sei la mia chimera

E soffro a sapere di non

poterti avere, amore

 

Ormai sei solo un’ombra

Nella schiera dei miei ricordi più cari

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La notte mi sogno

in giro per il mondo

con te.

 

E, finalmente,

sono felice.