C.81

 

La Gabbia del mio Volto



Ho contato ogni mattonella.
La gabbia è il mio volto
Il mio corpo è la scatola dei miei pensieri
Combatto ogni giorno una guerra diversa
per avere un giorno in più,
per poter di nuovo accarezzare questo Sole, 
per poter di nuovo perdermi nel Cielo.
Ma la gabbia è il mio volto.
 
Illusione del concreto.
 
Passo silenziosamente attraverso mille sguardi;
muoio e rinasco sotto i vostri occhi.
E’ forse solo il rumore di un soffio,
un battito di ciglio,
il vento passa tra me e voi
ma separa due Universi.
Stelle, Galassie e Pianeti:
ecco cosa siamo.

Sussurri di echi



Ho poggiato il mio orecchio

sul terso terreno

per sentire il cuore della Terra

battere;

 

sorpresa,

ho sentito solo

l’eco del mio cuore.

Si può placare una tempesta?



C’è il bosco tra le tue braccia,
il vento nei tuoi sospiri,
il cielo stellato nei tuo occhi
e la sorpresa di una stella che cade
nelle tue parole
dove trovo una parte di me,
quello che è senza dover apparire.
 
Fai poggiare farfalle sul mio corpo
mentre intorno una tempesta
illumina i nostri sogni.
I tramonti ci saranno sempre
e noi brinderemo alla pioggia
con una tazza di tea, 
raccolti nel nostro mondo.
 
“A cosa stai pensando?”

Lungo un passo



Non una, ne mille

scelte,

il mio cuore desidera

averne nessuna.

 

Libera da ogni sentiero

Libera da ogni ponte e recinzione

Libera solo di seguire

il primo passo mio.

 

Senza un futuro da rincorrere

Senza uno scopo da raggiungere;

la prima spinta nello spazio

e oltre.

 

La prima pulsazione

e l’energia pura e

libera

dell’essere senza scelte.

Polemos



Cerchiamo perennemente

di completarci,

ma siamo tutti

l’assenza dell’altro.



Vorrei essere capace

di cantare anche io

durante

l’esordio

di una tempesta.