C.82

 

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Ti ammiro, a te che vai sempre avanti, sai!

che non ricordi, che non piangi, che non ti disperi,

in te vige il principio “vai avanti come se niente fosse”

e vacci avanti, che anche se torni indietro, più arido di cosi non puoi diventare.

Sei un deserto di emozioni.

14 febbraio





stai nel tuo addio



 

l’anima mia ti compiange e ti saluta



il mio cuore ti abbandona



la mia mente ti seppellisce



ed io aspetto che tutto sia smantellato per poter ricostruire una nuova me, senza te.



 

Meno di zero



Ti disprezzo, perché forse la parte più remota di me, vorrebbe essere come te, leggero e superficiale allo stesso tempo; che quando guardi il cielo non ti emozioni, che quando qualcuno ti parla, non ti chiedi cosa ci sia dietro a quelle parole, che quando leggi non cerci di sfuggire da niente e nessuno.

Niente è la parola chiave che va applicata a valori e sentimenti, per te.

Chissà come ci si sente ad essere vuoti e soprattutto chissà a cosa ti appigli per andare avanti, se dietro hai niente e davanti il bel nulla.

Una cosa ci terrei tanto a dirtela…. ma come cazzo vivi?

 

Adieu



La volevi la fine di questa storia, ed è arrivata,

senza un annuncio sui giornali o una tempesta di grandine.

Capisci che è la fine, quando la parte dello stomaco che ti faceva male, ora la senti vuota, come se si fosse troppo sforzata, la testa te la senti pesante, come se al suo posto, c’avessi un masso,

il petto ti scoppia dal nervosismo, dalla la rabbia e dalla delusione.

Probabilmente vorresti andare sul balcone ed urlare “c’est fini”.

 

Queste parole le spendo per me, che ho resistito per fin troppo tempo, che c’ ho sperato e che c’ho messo il cuore, e l’ unica cosa che mi viene da dirti  è:

ti auguro tutto il niente che mi hai dato.

 

 

 

 

Libertè un par de baguette



Tutto sommato mi devo liberare di me stessa.

Nessuno può farlo se non io, neanche con queste parole che sto scrivendo nella speranza che mi diano conforto.

Quello che ritengo essere la verità ineluttabile, forse ha solo bisogno di un altro punto di vista e non di certo del mio; forse potrebbe essere quello del primo passante per strada, del primo amico fidato, del primo parente di terzo grado, del primo analista da cui forse un giorno andrò per analizzare questo disastro, insomma ho molte opportunità di scelta.

Scegliere bene e con accortezza,  il pensiero in cui immettersi, è la strada per la libertà.

La libertà inizia, quando mi libero di ciò che penso.

Pensare è essere e morire, questo sono sicura di poterlo pensare.

Decriptazione



Ti vedo davanti a me.

Con gli occhi un po’ contriti per un dispiacere che sfugge pure a te, un po’ felici per quello che pare a te e un po’ velati da ciò che puoi sapere solo te.

Osservandoti non vedo altro che il ritratto di tutto ciò che mi è più intimo.

Per un secondo penso di aver decriptato l’emozione che stai provando ed un attimo dopo mi chiedo invece se tu ce lo abbia un cuore.

La tua presenza cosi avvolgente,  mi fa comprendere come l’amore sia proprio quello, voler bene senza aspettarsi niente in cambio ed  in effetti mentre io per te rinuncerei al mondo, tu non rinunceresti a niente se non a me.

Vorrei chiederti se c’è una alternativa alla parte più superficiale di te.,   perché quella che ti  ostini a nascondere  tutto sommato  lo sa, che il mio amore per te non gli dispiace cosi tanto e che in fondo in fondo si aspetta di avere nel futuro che sarà.

Ti prego cerca di capire, la parte più intima che c’è tra e me te.

 

Prima dell’ultima volta



In base alla nozione comune di ciò che è giusto e che deve essere, io non ti dovrei pensare e non dovrei neanche dedicarti queste parole.

In nome della tua volontà, io dovrei guardarti e vedere me stressa che si finge impassibile davanti alla tua immagine.

Non c’è nessuno, tranne il mio “io” che mi dica che io debba ancora guardarti con gli occhi dell’amore.

Il passato, il presente e futuro mi urlano di fermarmi e di smettere di sognarti.

Forse  in effetti sei un sogno troppo grande ed  irrealizzabile per me.

 

Ciò che  mi toglie il respiro è che non mi è più permesso di sperare.

Vorrei incontrarti di nuovo per la prima volta e dirti che ti amo come se fosse l’ultima volta in cui posso dirtelo.

 

Mi dico



Mi trascino nell’idea che i ricordi facciano male e che la verità forse sia fin troppo vera.

E’ un sistema intricato e ben architettato per illudere.

Non è vero che i ricordi non sono il motore di tutto, ma è la  realtà che si proietta in avanti e noi non possiamo che annaspare tra tutto ciò che fino a poco tempo fa, sembrava essere reale.

Pochi secondi dopo, ciò che hai provato, sarà sostituito da ciò che devi provare in relazione ad un successivo momento e cosi via, portando a snaturare ogni piccolo angolo di te.

Che sistema intricato e ben architettato, mi dico io.

 

Senza ritorno



Mi rassegno.

Cosa vuoi ancora?

Che fissi il tuo volere (d’oggi)?

Che fissi la tua indecisione? (di domani)

Che concordi con la tua falsa presa di posizione?

Lasciami andare via.

Hai ucciso anche la prima speranza (che ci ha fatto incontrare) e l’ultima (che ci ha fatto separare) che collegava il nostro filo.

Così adesso non ci ritroveremo mai più.

Lasciami dire addio per tutti e due.

 

Maledetti



Abbandonate i ricordi voi tutti.

Il ricordo massacra, uccide, logora.

Niente è concesso a colui che ricorda, se non il dolore per quello che non esiste più.

Non solo vi ricorda che ciò che sentite dentro è svanito,

che le immagini sono diventate sfuocate,

che i pensieri sono cambiati,

che i gusti sono divenuti effimeri, ma si beffa del fatto che voi li stiate ancora rimembrando.

Il ricordo si ricorda addirittura di quante volte lo avete ricordato.

Prima che il ricordo si impossessi di voi, mettetelo in un cassetto ed abbiate la forza di non aprirlo mai più.

Neppure te



Non sei più l’amore della mia vita.

Ti ho difeso davanti alla evidenza e all’invisibile

davanti all’impossibile e al possibile

davanti al giusto e all’ingiusto

davanti alla speranza e alla rassegnazione

davanti al passato e al presente

davanti a tutto ciò non mi hai dato e a ciò che mi hai dato

davanti alle parole non dette e a quelle forse solo pensante o scritte.

La verità è che non posso più sentirmi sola nei ricordi che mi tengono stretta all’immagine di noi.

So che a volte anche tu ci pensi, ma questo non basta più.

Starò sola senza di te, ma senza i nostri ricordi.

Fuori



La mancanza della tua presenza è tutto ciò che rimane.

Perdonami se ci ho creduto davvero.

Se il destino ci ha creduto.

Se i nostri gusti ci hanno creduto.

Se il nostro carattere ci ha creduto.

Ci abbiamo creduto un po’ tutti, fuor che te probabilmente.

Non si può aspettare ciò che non arriverà mai.

Mi dispiace mollare, ma non so più che fare, ti ho tenuto dentro finché ho potuto.

Non più



A causa tua, non ha più senso scrivere.

Mi sono assicurata che nella mia idealità tu fossi perfetto.

Sei stato al centro del mio essere, delle mie emozioni, dei miei ricordi e delle canzoni che ascolto e libri che leggo.

Ho custodito il buono che avevo intravisto in te.

Ho difeso i sentimenti che galleggiavano nei nostri discorsi e sguardi.

Ho resistito alla tua assenza sperando che tu finalmente capissi che certe cose non sono fatte per essere capite, ma che a volte devono essere solo colte.

Mi hai privato del mondo che avrei potuto vedere con occhi diversi se fossi stata accanto a te.

Anche se non lo sai, ti amavo immensamente, ma adesso scusami  mi devo impegnare a dimenticarti, ma stavolta per sempre.

 

 

Ultima chiamata



Non so se è stato per caso o sei stato tu a volerlo
ma dopo anni che non ti rivedevo
non riesco più a guardarti negli occhi, perché quel che vedo era (il ricordo) di quello che io provavo per te.
Adesso non provo più niente e la colpa è la nostra che dovevamo ricordarci che l’amore è fatto per essere vissuto e che non possiamo incatenarlo al passato.
Vorrei ma non posso scordarmi di te, ma allo stesso tempo tu non sei più te ed io non sono più io, perciò che te lo dico a fare, la smettiamo di continuare ad aspettarci ?

Nella fine il principio



I tuoi occhi mi dicono qualcosa che nemmeno io so decifrare
Terre inesplorate
Momenti auspicati
Gioie inaspettate
Attimi infiniti
Lunghi sospiri
Biglietti da timbrare
Concerti a cui andare
Viaggi da fare.
Ti guardo e penso che tu sia l’esatta corrispondenza di ciò che io vorrei in un’altra persona se potessi esserne un’altra.
Sei il punto di arrivo e la partenza da un punto che cambia ogni volta.
Sei un gioco in cui non sono mai sicura di vincere.
Sei un’alba da provare e un tramonto da immortalare.
Sei un sentimento che sono sicura che non potrà finire mai, perché anche tu lo sai, certe cose non cambiano mai.

consapevolezza colpevole



Non capisco come mai mi fai questo effetto 
 e te lo dico con un po’ d’ira perché non vorrei  sentirlo addosso questo sospiro alla continua ricerca di te
che si contorce su se stesso e poi spira nel profondo
per cercare un senso in quel che di immenso possiedi.
La  mente si distende ed il corpo si contrae se penso all’idea di te
che tutto sai
che desideri quello in cui io spero
che pensi quello  che io solo posso immaginare
che mi dai ciò che io non posso darti
che mi regali felicità che non ho  mai provato
che mi fai sentire viva  nell’anima,
libera nel provare emozioni che so che SOLO tu mi fai intravedere 
e che io fingo a volte di non vedere per non soffrire 
perché Dio sa   cosa non farei, per sentire sempre quella sensazione di pienezza che ho quando sono con te.
 
 

Attimi di noi



In un clima bizzarro in cui ci sentivamo un po’ di troppo
uno guardava a destra 
e l’altro a sinistra 
poi uno a sinistra 
e l’altro a destra;
finché non ti chiesi “ma lo sai che continuiamo a guardaci in giro, io da una parte e poi tu dall’altra “
e tu mi risposi con la tranquillità che vorrei avere io nello scrivere queste parole ” per proteggerci a vicenda”
da lì capì che qualcosa mi era sfuggito su di te
e forse era qualcosa di più di un semplice sguardo.
 

Occhi verdi e poi



Ti guardo negli occhi
mentre siamo seduti su delle sedie un po’ strane sotto  la  luce rossastra di una candela,
ma il fuoco che vedo non è quello in cui continui a mettere il dito per gioco , lo sento dentro
e al pensiero mi inizia a mancare il respiro.
Sorrido di continuo in modo spontaneo
e mi guardo in giro come se stessi cercando il perché,
se avessi il sospetto che questo è amore
non ci crederei
perché questo è qualcosa di più dell’amore
ed io nell’amore non ci credo.

Di me e di te



Ti conobbe quando non era pronta e non pensava che ci sarebbe mai stata una svolta

e lui quasi per beffa l’ha accolta a braccia aperte come se fosse stato pronto da una vita

Quella stessa vita che li ha un po’ cambiati, li ha reso meno simili e meno spontanei, forse un po’ contorti e cinici,

come se un tuono avesse lasciato un segno su quel che era un prato florido avvolto da un cielo stellato

mai visto prima.

Quel cielo lo avevano osservato e studiato, per cercare di vederne un altro di pari bellezza e con il rimpianto nei loro occhi che puntavano nella stessa direzione,

non lo trovarono più.

Con il tempo scoprirono che quel cielo non era poi cosi perduto,

perché senza accorgersene lo avevano custodito per tutto quel tempo

e fu cosi che l’universo gli rimase dentro,

anche quando il giardino era privo di rose e d’amor.



Mi chiedo se sei davvero felice.
Se questa è la scelta che volevi
Se non hai rimpianti
Se non hai un po’ di quella amarezza che mi avvolge.
Vorrei dirti che la strada giusta non è sempre quella in discesa, che lottare è soffrire, amare è un po’ come morire.
Vorrei dirti quello che non ti ho mai detto
Che per me sei sempre il mio desiderio prediletto e allo stesso tempo una lama nel petto a cui penso prima di andar a letto.
Di tempo ormai ne è passato e tu te ne sei andato e mi chiedo se tu abbia la mia stessa intenzione di tornare perché io quella ce l’ho stampa dentro dalla prima volta in cui ti ho guardato negli occhi.

!



Meglio per caso che per niente

Ricordi di te



Ti guardo negli occhi
e non è più lo stesso
mi dici come può essere tutto diverso?
un giorno ti svegli con il fiato corto
e non capisci cosa è andato storto
anni passati a dimenticare problemi difficili da risolvere e a guardare speranze che hanno fatto la polvere.
Se penso a ciò che è stato, non mi rassegnerò mai a sperare che un giorno tu tornerai.

Il muro



Odio et amo Così è sempre stato. Se mi ami, ti amo e se mi odi, ti odio. Ma la differenza in tutto questo è che, anche quando la speranza è sul filo del rasoio, non l’abbandono e per questo mi sono accorta che ti amo anche quando ti odio. Sono giunta a pregarti in ginocchio di tornare perché io so fare questo : amare; amare è niente, quando il muro d’altra parte è alto e di cemento? Se è così, mi rimmanrà solo il rimpianto, di come poteva essere con te e di come sarei stata io con te…. felice.

Finalmente casa



Lui si perse e non fu riconoscibile,
diventando sempre più bestia;
il suo oscuro pensiero diventó irresistibile,
che tramutó la sua anima pia.

Lei soffrí per colpa della creatura,
ma affrontó tutto questo per sperare.
Grazie a ció cambió la sua natura,
e così egli tornó ad amare.

Vuoto a perdere



Sei stato per me la mia ancora di salvezza, la mia forza ed allegria anche quando fissavo il vuoto su una panchina.
Mi hai asciugato le lacrime mentre gridavo dentro di me.
Adesso che grido per te, tu non ci sei.
Non sei più lo stesso, sei diverso, e mi chiedo come faccia questo a cambiare tutto il mio universo.
Mi hai regalato il mondo e me l’hai tolto e questo non te lo perdonerò mai.