C.88

 

COMPASSIO



Tra i bordi scoperti di pelle

si muovono senza pretese

i nostri corpi taciturni

imbevuti di oscurità,

e smarriti nell’atavico monumento di sospiri silenti

mi accorgo di stringere solamente il vuoto,

perchè ancora adesso

comprendo, nel sapore rugginoso

delle mie lacrime mordaci,

di non essere

abbastanza.

HIC ET



Infettami i pensieri

e cullami, qui e ora, nella tua materia volubile

mentre i nostri destini incrociati si macchiano di sgomento

e i sospiri interrotti si nutrono d’incoscienza.

Perdonami se vado così cercando

ciò che non ho avuto

e ciò che non avrò.



Imprigionata in un regno di fantasticherie

sono quello che dissimulo:

l’ideale ridondante di me stessa

che si nutre di silenzi rubati

di sorrisi deformati

e di quelle dolci lacrime defunte

irradiate dal cielo d’ottobre.



Si consumano così

i nostri deflagranti sentimenti

nella terra arida di un amore estinto.

Brucia questa fine dolente

che scompone l’anima in minuziose

particelle incoerenti

e mi sgretolo al sorgere del ricordo

mentre disimparo ad amarti.