D.100

 

Notte



Ho visto tante stelle

bruciate,

dissipate.

Ho chiesto al cielo

un desiderio

mai esaudito.

E io brucio ancora,

come notti vane

senza significato,

a cercare il tuo volto

tra gli interludi

di una speranza svanita

e una mal riposta.

 



Il tuo prezioso sorriso,

le lacrime piante assieme

mentre negli occhi guardavamo

il futuro svanire.

L’ultimo giorno

abbracciati a piangere,

a ricordarci noi:

le promesse e i difetti,

i corpi caldi sotto il sole,

il tuo respiro nel mio petto,

le tue labbra sulle mie.

Mano nella mano

mi hai accompagnato fuori dalla tua vita,

e io

ancora piango.

 



Aurora,

illuminami,

brucia i ricordi

e indicami

dove

e

come

vedere

i suoi occhi.



Prendi un fiore.

Strappalo,

privalo

delle sue radici.

Con violenza

inflitta

si ritrova

senza sicurezza.

E così

ricordami,

come quel fiore

che hai trovato

nel giardino dei desideri.



Tutto il senso della mia giovinezza

nei tuoi occhi,

persa

appena hai abbassato lo sguardo.

Negazione



Come faccio?