D.129

 

I O D I O



Lo specchio.

Lo specchio.

Lo specchio è ruggine.

Mi tocco il viso.

Sarò coinciso.

Conciso. Sono ruggine.

Dio! Smettila di odiarti.

D’Io campo fino ad amarti.

Ossi da mille e una notte.

 

ESTRAZIONI



Io pallottoliere,

tu Dea della Fortuna.

Ogni giro che fai,

esce un parte di me.

È così che mi vedo,

attendo la tua mano

che mi prenda e mi ribalti

in questa diretta televi-vita.

ANCHE PER POCO



vivrei un eterno di te.

IO, PERENNE



Da sempre vago.

Per questa mia lentezza,

la metà del mio percorso

è la mia meta.

La meta del mio tempo

è la metà del mio spazio.

Quando ho iniziato,

non lo ricordo ancora;

quando arriverò,

sarò soltanto un ricordo.

Mi ringrazio;

per aver saputo essere il mio destino:

incivile, inadeguato, perenne.

SCONOSCIMI



Fuori dal buio, dentro le noie

accompagni i segreti che non ti ho mai detto.

Secco del sole, bagnato di luce

è il sorriso di lui nel tuo letto.

Io non t’ho mai vista

tu non m’hai cercato.

Ti ho vista volare lontano

tornare coi piedi di sale

ed in tutto questo male

sei una sconosciuta che amo.

THE PAIN QUOTIDIEN



Tu es a Paris, I’m in London

Il canale sotto il mare

Quando arriva questo giorno?

Vuoi essere il mio pane?

Io faccio un po’ da forno

Togliamoci la fame.

SAN LORENZO BENDATO



La vita è scritta nelle tue mani,

incisa nella tua schiena,

raccolta nella tua bocca,

ascoltata dal tuo cuore.

Sono un ragazzo qualunque,

la fortuna mi ha baciato.

Sono un ragazzo qualunque,

tu mi hai baciato.

Se esprimo un desiderio,

lo esprimo per te,

il mio è già completo,

indossa il tuo nome.

ERO MALATO. IDIOTA L’AMORE.



Mi stanca ma non mi fa secco 

Poter non raggiungerti mai

Mi piace che mi piaci

Mi soffre il corpo se s’offre malamente

Sul piano zero bilateralmente 

Le osservazioni più sagaci

Se i destini che vorrai

Non riflettono frasi a specchio

VIVINOI



Ho bevuto del vino solo per dirti che cerco una casa.

Anzi, la costruisco. 

Lì, nella casa che costruisco per noi,

ti dirò che sei la mia vecchiaia,

da una vite per una vita.

PROCRASTINARE



Aspetterò domani per vergognarmi dei miei errori, quando avrò fatto tutto e tutto non potrà essere un pentimento.

A.D.D.I.O.



Scrivo lettere d’addio lunghissime,

per stancarmi e non ammazzarmi più.

ARGENTO VIVO



A stento miro il percorso

e quale traguardo.

lavoro mai perso,

Lavoro bugiardo.

Di noia si muore,

di fame si campa.

Sapessi se il sole

mi picchia o mi guarda.

La zappa mi ammicca,

la pace mi manca.

Stanchezza nemica

di chi sempre arranca.

Chi campa, chi inciampa,

chi piange e non mangia.

Chi salta sorrisi,

dannata palanca.

Parole pei morti

per mano di loro,

che di mille torti

ti creano lavoro.

Se pensi a tuo figlio,

parole d’alloro.

Precario è l’argento

che non è mai oro.

FUGA-CE



Vorrei più pavimenti di mattonelle per saltare le fughe e trovarle dai pensieri.

ETCÌ



Di tanta febbre mi vestivo alla ricerca di calore abbastanza sordo da non sentirlo nelle urla di chi non mi voleva.

CONSUMISMO



Non comprate tanto per comprare.

Non vi affezionate tanto per provare.

Morite d’amore se potete.

PRETENDO



Un passato.

Migliore.

PARHOLE



C’è da combattersi 

Tra l’aversi e il sentirsi 

Il sapersi necessariamente distanti 

Il volersi incessantemente costanti

Che vuoi che ti dica oltre gli sguardi mai persi?

Cosa sarebbero le parole se non un inutile trattenersi?

Ed ora,

continuo a farlo qui.

E≠SAPIENS



Una unica forma nello spazio e nel tempo.

Così maledettamente dannati, pieni di tutto, ricchi di niente,

siamo noi.

L’ESIGENTE



Porti allo sfinimento 

Ogni santa volta 

E sanguino lento

Dirti “che importa?”

A volte mi spengo 

Ma sento la svolta

Se sorge un momento

E sei senza scorta

Io sono contento 

Che storia contorta

Ti porgo l’unguento

E tu vuoi la torta.

PROMESSE



Lentamente impazzirò per te, oh mia ossessione. 

Donna non vedo di occhi che non siano tuoi.

Labbra non bacio che non si aprano alle tue parole.

Mani non stringo che non sappiano toccarmi.

Pelle non sfioro che non abbia il tuo candore.

Lentamente impazzirò.

Fammi così bene da potermi annoiare.

Amami tanto da non sapere che farne.

Spingimi all’abitudine che mi uccide dentro.

Parlami tanto da non volerti più ascoltare.

Lentamente impazzirò.

NON FERMARTI, NON ANDARE.



Non si vince nessuna guerra,

qui si perde entrambi,

tu nella trincea,

io, kamikaze.

SIAMO D’IO



Discorsi senza corsi 

andati e poi ricorsi

Quotidianamente mente

la gente mentre

Le vene dei nostri polsi

tagliate dai rimorsi

Si aprono lentamente 

nella calma apparente 

Dell’amare senza opporsi

galleggiare senza sforzi

Nel mare senza corrente

dell’Io meno coerente 

Siam spine senza dorsi 

sporgenti senza porsi

Che il dubbio più attraente 

è un Dio non vedente.

DIS-FATTO



Ho troppo bisogno di te,

significa tagliarsi a metà partendo dal petto.

Sei come eroina,

bella e letale come nessuna mai.

Dammi quel che voglio, per gioco, per molto.

Tu che lo vendi, non ne hai una infinità.

Sogno di dire “ci sono quasi”,

chiuderò gli occhi prima del dovuto.

Mi ammazzerò prima di lasciarti.

SE TI MENTO?



Sento di odiarti,

lo faccio in segreto. 

Mi rattristo,

ma poi sono felice.

Mi fai paura

ma poi cosa mi rimane se non amarti? 

Non ho altro sentimento abbastanza forte da poterti dire. 

Che sorriderti sia sempre un piacere,

che tu ne sia sempre la causa.

IO NON SO MORIRE



Non sapevo più cosa fare e così non ho fatto.

Come farmi stringere ancora?

Cosa siamo noi se non il frutto più bello del dolore?

Dove rinascono le nostri ali se di quelle ceneri ne facciamo vento?

Cosa lasceremo a noi stessi se non il rimpianto?

3, 11, 1203 volte al tempo ripeterò che non lo possiedo senza te. 

Dove sei chiara immagine della mia creazione? 

Dove sei compagna fragile che al sole sai punirti?

Senza Luna e senza Re non c’è disgrazia.

Senza dolore non c’è linfa che muove maree e sospiri.

Feriscimi ancora un po’.

TRAPASSATO



Fa che ogni sorriso sia una vela per i tuoi desideri, 

che i fulmini siano corrente per il tuo amore sovrano.

Fa che i calici alzati al cielo dissetino la tua stanchezza

e che le necessità rimangano velleità. 

Così, tra un bicchiere, una risata ed una chiacchiera sull’avvenire, 

il passaggio sarà ogni giorno il momento migliore.

CONTROTEMPO



Ti cerco alla fine del tempo

Quando non trovo il tuo spazio

Se non sono con me 

Il tuo spazio non c’è 

Alla fine del tempo ci sei

Ne sono certo

Ma di questo tempo non vedo la via

Se corro ti perdo

Se rallento non vengo

 

Sarai la stessa alla fine?

Dal buio un sospiro 

Respiro nel vuoto 

Un appiglio stordito

Vampiro per poco

Alla fine del tempo mi renderò nudo

Sarai ancora lì ad aspettarmi?

Sarò crudo.

ZERO



Sarà per questa strana pelle che indosso

non posso permettermi meno di ciò che pretendo.

Se valico il limite di quel che posso,

non cerco di essere al di là di quel che stento.

La mano scatta, agisce ed il volto si esalta,

il sorriso grugnisce, la mente si spacca e rigiro la barca.

L’onda si scaglia, i pesci mi osservano, tutto è una farsa.

Tra la cresta e l’abisso c’è uno zero che non mi appartiene. 

Mi spoglio della pelle, l’occhio vi segue e scivolo giù.

La mia nudità non vi entra, siete grassi o troppo magri.

La vostra onestà non mi racconta quel che vorrei.

Io Giuda fra voi filistei,

Voi Cristo fra i figli degli Dei.

Rigiro la barca e punto la cima,

Lì mi sento da solo.

Ma la terra è promessa e solo la vedo

tra le urla che abbraccio e i sorrisi che nego.

FUVOLE



Per quanto sospinte dal vento, 

Le nuvole perdono forma,

simili ai fumi delle fabbriche.

Non c’è più casa per loro, 

come un animale cresciuto in gabbia e poi sguinzagliato nel bosco,

si disperdono nel vuoto di una libertà non apprezzabile;

quasi invisibili ai cercatori di dignità,

lavorando 8 poi 16 e poi 24 ore,

sapendo che l’infinito non è lì fuori ma nelle nubi che seguiranno,

nella catena, che sia àncora, che sia prigione.

Lente vanno, solo per vedere il mondo fuori,

e poi, voltandosi, senza preavviso, il nulla.

Non più catene, niente prigioni, niente àncore.

Niente di niente.

I bambini non le guardano più,

gli operai non faticano più,

e questo fumo, e queste nuvole,

non sono diversi oltre l’odore. 

Si abbracciano alla luce,

tanto nessuno li vede più,

per farsi compagnia,

tanto nessuno li distingue più.

ECO ATOMICA



Non chiedevo la terra, l’avevi ai tuoi piedi.

Non pretendevo il cielo né le nuvole, ti coprivano già.

Non volevo il sole, irraggiava i tuoi giorni.

Non pensavo ai frutti, ai fiori o alle stelle, miravano gli occhi tuoi.

Non chiedevo gli oceani ed i fiumi, ti tuffavi a piacere.

Non volevo la guerra, la vivevi serena.

Così amavo l’idea che avendo già tutto, un giorno, saresti venuta ad amarmi,

semplicemente.