D.13

 

15: Le fedi: pensiero e linguaggio



‘Guarda nelle parole’-

sigillano discorsi

fatti dai tuoi avi

sul senso innegato,

verità celate

e ben dissimulate-

‘un titolo non deve, ma può, esserci.

 

ciò che si esprime

nega ciò che non è esibito,

delineando un modo,

porgendo sé insieme all’autore.

 

ma non -deve- esserci.

se ora questo pensiero cessasse,

se l’elettrico artificio mancasse,

non leggeresti oltre, assaggeresti altro.

 

il titolo racchiude il senso,

dirige l’opinione e propone il giudizio,

sembra d’obbligo ed è l’inizio

ma si sceglie ultimo.

 

non indica solo, è l’opera;

non ci fosse

non zampillerebbe la scintilla,

invece s’imporrebbero altri corpi.

 

Accorgiti non solo di ciò che è chiaro,

che chiami a memoria,

scordandone il senso

per le volte e le volte.

 

Per riconoscere che in ogni parola’-

scelta col suono a voler dire il proprio

tirata, scordata, insegnata fino a te

baule di ricordi e segreti

chiave per la gloria

segno che non siamo fatti per essere soli-

‘c’è una parte di te.’

 

[2014.12.27C]

14: Volatilità accorta



le mie deposizioni

sono trascrizioni dell’anima

 

senza,

lontane da ciò che definisce

luogo

tempo

identità

 

possono essere feroci e minuziare

o possono lasciarti dubbioso, e lieve

 

ma mai

pongo realtà,

delineo un motivo storico e vero.

solo psiche

e Amore

 

[2014.12.3C]

13: Costante riflettere con lei al centro sempre



Le parole sono la sua protezione.

 

colloca il senso

di cui glorifica

le conseguenze,

sui suoi adottati

 

s’è appropriato di uno stato

di intimità cosmica,

in cui solo la bellezza femminile

lo sfuma, lo muove.

 

che sia della perfetta,

la sognata. floreale;

musa assente dai gesti soffiati

e brame e dolori

di lei zattera

e del suo mare intatto,

 

o sia di icone luccicanti

di cui non può che dissetarsi, lui,

ritratto da circostanze pioggerelle

e scansato, irretito, lascivo, deriso; incapsulato.

 

quel senso è tutto il nucleo

di un cosmo che rispecchia lei in lui;

lo dirige ed è teoria.

comandamento divino e flusso interiore. involtato.

 

Di ciò che vede da sé scritto si cieca di fedeltà.

 

[2014.12.29]

12: Fisicità vs. poesia



È la bellezza che muove il primo amore

non le parole, non la voce o il fremito,

ma l’aspetto, ciò che l’occhio riesce a rubare.

 

Dunque serve davvero parlare, dopo?

O basterebbe guardarsi, e risolvere enigmi

di cosa si pensa, con il solo sguardo?

 

Il contatto, il calore e il fresco toccarsi,

un bacio, occhi riflessi, oltre i vestiti,

questo è di certo più intenso di un verbo, qualsiasi.

 

Ma io sfuggo a questa logica umana,

mi sono innamorato di colei che venero, lontana,

dalla sua voce, e da immagini falsate.

 

Ho sentito dentro la potenza del suo volere, fragile,

l’ho amato, mi sono perduto in esso,

e sentendo come intende il respiro, ho imparato ad amare lei.

 

O forse mi inganno, anche io sono preda

del rilucente esporsi vulnerabile e spettrale del suo corpo.

sarei un mentitore se dicessi che io l’amo solo per la voce.

 

[2014.7.3]

11: Circolo secolare. Di cui sei parte.



Forse è troppo tardi

ma un fievole

vento tiepido,

mi pervade

e invade ciò che nascondo segreto.

 

Mi chiedo,

sospinto da un po’ di casto calore,

se poi è vero il valore.

 

Tanta saldezza si squaglia

se un dato intatto si rivela diverso.

e involontariamente inizi a bramare assoluti.

“Chi è? È così? Quando volevi dirmelo? Dovevi?”

E ora cosa farai?, ignara vittima degli eventi?

imbarca le provviste e preparati

a combattere i generali e i satana,

perché presto dovrai insegnare te.

10:



Ho esalato le eterne note empiree,

Ho esercitato limpide e nuove eventualità,

Ho esorcizzato lontane e nostalgiche esperienze,

Ho eretto longeve, eretiche, naturali esistenze.

 

Oh, non rimanere lontana..

 

[2014.11.21]

9: “too late, my young Love.”



sospinto dal detto chiaro,

ho colto un fiore

che mi inebriava

e nel cielo accanto alla luna

brillava.

 

dov’era lei?,

l’eterna compagna,

ancor più soffusa e inarrivabile

nel luogo dei sorrisi gentili,

in un giardino senza tempo?

 

era avvolta dalle spire

di chi tiene l’anello,

mi gridava e fissava

ora maestosa, poi lieta

per un mio gesto candido.

 

il fiore desidera.

e quando è al culmine,

come una stella cadrebbe.

allora serve un’ape,

che raccolga il suo profumo.

 

è giunto il cacciatore,

con l’effige fiera, padrona,

ha mostrato sé, e troppo,

ha aperto il suo cuore,

azzardando, su divano e a braci.

 

quali belle gemme, dinamiche, note,

che direttezza sapiente e bambina,

quale desiderio di vivere, ora,

perché possa casa essere lontana;

quale meraviglia nell’incontro lieve.

 

decisa e puntuale, amazzone,

pronta a capire e immaginare.

una giovane promessa fiorente.

e così fragile, insicura ma pacata,

proiezione di luce sul fiume verde.

 

“guarda là! corri, non sfugga!”

 

e verso un nuovo mondo

un attimo delle nostre vite

ha unito e fatto scontrare

chi non può amare

e chi non conosce l’Amore.

 

[2014.11.20C]

8: decisione al bivio



sesso,                                     Amore,

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passione.                                eternità.

 

[2009.4.28]

7: coppia



distese aperte.. libertà.      distese promesse.. desiderio.

 

[2014.9.23C]

6: indovina la fortuna



è una fortuna

che questa leggera amica

che estrae precisamente,

mi chiama e mi sveglia,

pretende attenzioni in parole,

rapisce i pensieri d’istante;

 

e del cosmo mi illumina il cielo,

mi attiva alla luna soave,

mi costringe all’espressione,

trasforma un lamento in descrizione,

pretende che ragioni e concluda sterile

e di passioni fa esplodere le intenzioni;

 

mi permette di aprirmi introspettivo,

mi fa mostrare il meglio, mutandolo,

strappa il peggio posandolo a nudo,

avvolge la mia esistenza scaldandomi,

mi avvicina alla mia regina dai capelli rossi;      è una fortuna, dicevo,

che la poesia sia femmina: posso corteggiarla.

 

[2014.9.20C]

5: mani d’antica, fonte



‘mi sento prosciugato.’

realizzai in una stanza shiatsu,

mentre anziane mani si posavano su me.

 

la mia schiena venerava

le sembianze di un’allieva

dall’età coraggiosa e sensibile.

 

mi trasmetteva energia e vita,

contro il secco e abbandonato

stato della mia esistenza atomica.

 

solo, isolato, nucleo unico

di un sistema di esistere

che appagava le illusioni; deridendomi.

 

come acqua, le fragili mani della signora

piovevano, scrosciavano, rifluevano

non sapendo bene cosa stavano stimolando.

 

era finita una storia di presunte intese,

in cui dare ed avere era un gioco,

e le parole ombre di ambizioni recitate.

 

cercavo una direzione, un passaggio,

con la mappa di nuovo in mano,

la mia regina in occhi e voce.

 

mi ritrovai fra odori e sensi vaporosi,

disorientato e certo, all’avventura,

ed un’anziana senza intenzione fu fonte.

 

da arido, il corso della colonna vertebrale,

permise agli affluenti di inondarlo:

energia, compassione, fede, amicizia, speranza.

 

[2014.9.20C]

4: sempre verso, angoli dell’universo



ognuno è richiamato a pensare

al meglio, allo sbalorditivo,

a ciò che lo attrae e stimola,

dimenticando tutto il resto.

 

una fucina di nuove energie,

da cui i pensieri nascono a fiotti,

e sono perennemente logici,

o sognatori, causa di felicità.

 

una stanza lussuosa e piena di amici

in cui si può sempre trovare da fare,

il tempo non esiste e non serve dormire,

la casa mèta di ogni persona a te cara.

 

il centro dell’universo, brillante,

dove tutto ha origine da sempre,

dove puoi domandare ciò che vuoi,

e plasmare in ogni tempo la realtà.

 

ma l’angolo della strada, periferico,

dove passano più gatti che persone,

e l’asfalto è crepato e vecchio,

e che non ode discorsi e parole.

 

oppure il tetto trascurato e vuoto

del convento medievale di un paese sperduto

in cui qualche uccello tuba e nidifica

e su cui si muove qualche foglia scolorita.

 

anche gli androni di notte,

con luci giallastre o bianchissime,

gli odori vaghi e stantii, riesumati,

sempre in attesa di un nuovo passante.

 

sono luoghi altrettanto poderosi.

fanno parte del tutto, silenziosi,

in attesa di ospitarti, anche solo dei secondi;

perché il luogo in cui sei è la tua fonte.

 

[2014.9.18C-dopo aver ascoltato 'abbracciala abbracciali abbracciati' da anima latina di Lucio Battisti]

3: fine fine



attraverso gli impervi passaggi

scaturenti da un fine focoso,

la fine inevitabile trattenga i raggi

delle volontà dal senso oneroso.

 

[2014.9.17-in presenza del mep di Firenze e Roma! wuhuuuh!]

2: in attesa della/sotto alla luna



posato ho il passo,

come la luna suole

dietro le mutabili nuvole

scendere indiscussa,

artefice di felicità e nuove.

 

ho ridiretto le vele a casa,

il vento oltresoffia me

e sospinge come un granello di rubino

verso il grezzo anello,

la mia proposizione.

 

riconosco il sentiero montuoso.

lo percorsi anni fa per distanziare la realtà

e cristallizzarmi nell’etere,

creare fantasie d’arcobaleni e frutti mielati.

di poco invecchiato, ora all’inverso.

 

i boschi ridono come ninfe al mio passaggio,

mi vedono ancora spensierato

e con dilemmi esistenziali di filosofie incompiute;

si diradano, passerà l’autunno arancio

e si compirà dopo i 18 mesi, il mistero.

 

ritorno ad una vita

di persone, parole, impatti, echi, polso.

ma un risucchio dall’alto

che mi causa nostalgia,

quasi disorientato lo scambio per Dio.

 

è l’Amore che confonde,

e che la nostra vita magica sia!

se solo affianco a lei fossi!

la mia regina della poesia

dai capelli rossi.

 

su una spiaggia con il sole ocra e piccolo

saluto un toro compassionevole in cui non mi riconosco

e rifletto un volto di lupo in caccia

mentre corro sul ghiaccio contro il tempo immobile

e la gialla, arancione, rossa e candida luna dètta.

 

vorrei crescere come ceiba pentandra ai Maya.

senza impedimenti, invettive, azzeramenti.

spero avrò mani che mi sosterranno

mentre abbatto parassiti, sfortuna, abitudini.

a casa la speranza sa di riappacificazione. ci sarò presto.

 

sotto i raggi della grande sfera bianca,

ululo ed agisco come un angelo.

oh, affezione dei quattro angoli dell’universo,

oh, forze sopite di questo mondo cadente,

aspettate.

 

[2014.9.15C]

1: inizia il futuro



risvegliami, tessitrice di melodie!

seguimi anche alla luce.

il sole è spiraglio d’avvenire.

come infervori per assopirmi

ora calmami per prepararmi.

 

aspettami, divina al mio cuore!

ti salverò; dall’assenza che porti sul viso.

la luna è speranza dei tempi.

mortale, rischio e perisco, ma vivo,

con tormenti del troppo non averti.

 

osservami, ispiratrice di queste luci!

passo e passo, germoglio infine.

il pianeta che sceglieremo è questo.

dopo un fitto ghirigoro di dissonanze,

la struttura e la via stanno albeggiando.

 

[2014.8.28]