D.14

 

03:35



Vorrei tanto spiegarti cosa significhi volere un po’ vivere ed un po’ morire, avere una mente nemica da dover gestire, usare tante energie per essere normali e stamparsi un sorriso in faccia di tanto in tanto perché parlare confonderebbe; vorrei metterti nei miei panni per farti capire ciò che ti dico e vorrei risparmiartelo, sottrarre dolore dal tuo cuore fino a portare l’equazione in positivo, riempirti di baci e sbirciare nel mentre le tue labbra fremere, tenerti nello spazio delle mie braccia al posto delle bottiglie e berti berti senza pensare che così potrei solo rovinarti, che se ti volessi bene e basta ora non sarei qui alle 03:35 a pensarti irrimediabilmente, perché ti ho nel cuore.

Dispercezioni su larga scala



Me ne sto in bilico sul mio centro

a fare finta di interessarmi a discorsi già sentiti

con la coda dell’occhio intanto ti cerco senza capire se ti stia perdendo o meno

perturbi un equilibrio che iniziava a starmi stretto

certo che se fossi me spiegheresti bene cosa significa

aver voglia di tenerezze solo con te da qualche parte (dove poco importa)

Invece vengo lasciato confuso e disorientato ad essere il solito volto nello specchio

non avendo un’identità ben definita che non sia

il mio riflesso nello sguardo di chi mi cerca come fai tu.

BTP-Bund sopra i 150



Le persone che ballano il tango,

nella piazza degli affari

alle undici di sera.

Non si curano dei mercati,

dei debiti e dei crediti

e lasciano che la musica risponda

ad i soliti dubbi dell’esistenza.

E le curve delle donne

sono molto meglio di quelle degli spread

e le loro azioni

non perdono mai valore,

ed il loro portafoglio è vuoto

e solo per questo

danzano così leggeri.

E mentre i barboni, senza giacca né cravatta

guardano meravigliati

e mentre io faccio altrettanto dalla mia auto scassata

so

che tutti stiamo guadagnando qualcosa ad ammirare

le persone che ballano il tango, nella piazza degli affari.

Sorrido, davanti alla borsa confusa

poiché tutto ciò non ha senso per lei:

noi guadagniamo

senza aver investito nulla.

Fascia oraria F3



Ho spento ogni luce e me ne sto al buio, dovreste sentire il suono della mia asciugatrice mentre ingoia energie fossili! penso sia questo il suono di tutti gli istanti che non ho solo lasciato andare, ma proprio gettato, in nessun posto, un aborto di minuti e minuti dei quali ero sempre in dolce attesa, un riscatto che il tempo mi concedeva da capo ed io non coglievo.

Ora fa strano gridare “ho capito tutto” e per fortuna so che mi toccherà sbagliare ancora parecchio come con la solitudine, un modo pericoloso per cavarsi fuori dalla testa verità scomode;

vorrei che foste qui anche voi ora ad ascoltare il suono della mia asciugatrice, anzi no: sentireste solo quello.

Colpi di tosse secca



Aghi di pino in testa, sarebbe meglio non scrivere ora e fare altro (ma che cosa?), guardate che soffrire non è un merito, semmai è un merito uscirne tutti interi e solo un po’ più matti di prima, ho visto gente non tornare più da pensieri scomodi che sembravano solo passeggiate avventurose dalla breve vita, e spero di non perdere mai la discrezione che ancora mi permette di sorridere mentre mi liquefaccio nella fine di ogni speranza e non ho niente da dire a nessuno perché voglio solo dormire.

Un deserto di piscio



In un bagno sudicio
con piscio ovunque tranne che nel cesso
questa è una bella metafora per
descrivere la vita:
Mai nulla al suo posto;
nemmeno io qua poi
con te
a parlar reggendo il tuo sguardo
come Atlante, sulle spalle
che scricchiolano.
Quindi è solo un altro giorno che passa
eppure vorremmo vivere almeno un po’ per sempre
anche solo per il gusto di saperla lunga
anche se dalla bocca le parole che ci escono sono sabbia.
Io allo specchio ora ho lo sguardo sperduto
di un cammello senza gobba
incapace di ritrovare la strada.

Religioso a modo mio



In una cattedrale di ricordi

la mia religione è l’attesa.

Apro sereno il libro delle preghiere

“arriverà anche il tuo turno di essere felice”

anche se non mi faccio fregare

non costa nulla sperare

nonostante due poli opposti

ed un solo cervello.

Dunque aspetto

ma che cosa?

Che il litio faccia effetto

su di me,

fedele non di dio

ma del momento perfetto.

Accendo un incenso

voto alla causa

e me lo fumo d’un fiato.

Quanto fiato sprecato

a parlare di ciò che non ho

e vorrei.