D.18

 



A me piace andare dal dentista:
con le sue mani in bocca
non devo dire
una parola



Per colpa dei terroristi nella tua città oggi ti ho dovuto chiedere se eri vivo.
Hai replicato vivo e cinico.
La mia paura deve debiti al mio orgoglio.
Talmente mi è Caro il tuo cuore.
Talmente mi sei distante che i miei neuroni hanno acceso un fuoco attorno alla memoria tattile dei tuoi polpastrelli presso cui si accamperanno per custodirti un altro poco, per incarnarti via dalla mia chiesa, Sconsacrato.



non è che vuoi giocare a fare i belli?

i divertenti

potremmo aprire una conca d’oro tra le macerie

piangere le lacrime o farle finte sfruttando la diffusione delle acque santiere agli angoli, per sfogarci

per essere molto innamorati di tutto ciò che si manifesta e chiedere al vuoto di non essere invadente, per cortesia per santa pazienza

“Don’t worry if the mask does not inflate: oxygen is floating”



Voglio che mi porti alla Miano “pericolo di morte, non toccare i fili” così può capitare che io meglio capisca cosa intende l’hostess quando “non ti preoccupare se la maschera non si gonfia: l’ossigeno sta passando”.
E oh, oh mio dio Salvami da questa urgenza di farmi goccia nel suo postmoderno liquido liquido liquido.
E dammi una forma che non mi imponga di dover dichiarare: “Non ci rifaremo le tette per amore”.



Come un Calimero gonfio d’elio serbo in me la mia fuga.



Assertività! I don’t have any
as ser ti vi tà
ju li a
julia torna!
julia arriva e per la prima volta
vieni!
vienimi orale (in senso riflessivo)
vienimi regolare
vienimi a trovare (in senso transitivo)



Diceva:
che i cieli di Milano gli danno l’impressione di essere veramente su un Pianeta
che se non so Parlare è perché sono artista
non sarebbe da me confermare o smentire la tesi (narcisista di secondo tipo quale sono)
Con mille perifrasi in effetti parlavo e
dicevo di No:
all’amore e
alle scie chimiche