D.19

 



Abbiamo visto l’alba a Messina,
i baci dati non li conto più
per non parlare delle ore insieme,
anche i minuti a tu per tu.
Ed ogni giorno un bar diverso,
dove guardarci negli occhi ancora;
e sorridendo per l’imbarazzo
sentirci una cosa sola.
E la tua mente che mi sfiora,
il tuo pensiero non mi abbandona;
e soffia il vento in questo silenzio,
pazzo e furioso, come un lamento,
e non ci passa la voglia ancora
di essere una cosa sola.

Ma noi che ci siamo amati,
ma noi che ci amiamo ancora,
non la sentiamo questa distanza
coperta da una parola sola.
Mi basta ancora la tua voce,
mi basta ancora il tuo respiro,
anche se dietro una cornetta
o due toc del postino.

Abbiamo visto l’est Europa
e poco dopo il sud Italia
che ci sembrava tutto grandioso
dall’alto di quell’aereo rosa.
E il tempo passa e non svanisce

l’immagine di me e di te
che camminiamo accoccolati
come due tazze da tè.
Restiamo ancora e ancora insieme,
restiamo un attimo così,
a costruire il nostro mondo
in 70 anni o giù di lì.

Via



Una falciata sulla mia testa
cos’è successo io non lo so

sei andata via quasi di fretta 
e quel che sei non conosco più.
Tu mi hai lasciato col dubbio in bocca
anzi correggo con un po’ d’amaro
ma c’era un dolce sul davanzale
non ho esitato e l’ho mangiato.
Ora tu sei lontana e altrove,
dove davvero non mi interessa,
ti sei già presa la mia testa,
 i soldi in banca
e quel che ho.
Io ti ti saluto dalla finestra,
quel che mi serve è qui con me:
la sigaretta, la mia bottiglia
qualunque cosa a parte te!

Sabato sera



Irruento o pacato
Dall’ombra risorge
Ricordo distorto e malato.
Agghiacciato epicardio
Che non pare rispondere ad esso,
Adesso.
Incognito sussulto, postero,
Incipit dell’esplosione
Della non integra psiche.
Lodevole controllo: dinanzi
L’amichevole compagnia,
Disintegrazione interna,
Frattanto, l’accompagnava.



Non è un buon giorno per scrivere poesie, oggi.



Fugace pensiero di ingiustizia
Di correttezza
Di esattezza
Cosa sia morale o no
Cosa faccia di me una persona giusta
Ed in equilibrio.
Nemmeno una guida di bilanciamento
Di peso tra le mie emozioni
Dipeso dalla mia vita
Di peso per la mia vita.
Chi in realtà agisca nel bene o nel male
O fondamentalmente in entrambi
Senza rimorsi, giustificando
Il proprio io ed incolpando l’altro.
Chè la morale ci vincola,
Chè la morale ammazza l’istinto
Di abbassare il dito
E non giudicare più.

Annegato



Lascia andare il peso del tempo

che ti affonda

nel mare di ricordi

e respira, prendi fiato

ancora

finché non risalirai

dall’oceano

di te stesso.