D.20

 

Litigio



Rabbia
Livore
la gola
straziata
dalle urla
i muscoli
contratti
i nervi
convulsi
e poi
solo rimpianti
e la banalità
del Perdono



Ti amo
come si ama
qualcosa che non si conosce
come qualcuno
che non si è ancora incontrato
per questo
immagino
tutto ciò che di meglio
puoi essere
AddioSposa



O Sonno
Ringrazio il mio corpo stanco
Che a gran voce ti invoca
Non vino, non artefici
Non sentimento, non Ideale
Mi distaccano dalla realtá
E dalla mesta vita
Come tu fai
O Sonno



O Notte
Dove vai?
Verso lidi lontanissimi?
Verso altri rumori?
O cerchi anche Tu
Altro Silenzio?

Silenzio



Che dolce dev’essere
Danzare col silenzio
Come la penna che
Volteggia sul foglio
Allo stesso modo
Creerei poesia
Muovendomi nel Taciuto
Sfiorando l’ineffabile
Lasciando il corpo libero
Nel vuoto del Tutto
Che Bello…



Interminabile silenzio
Spero
Immutabile calma
Spero
Indistinti sussurri lontani
Mi fanno apprezzare
Quest’indicibile posatezza
Passi di gatto
Rugiada che scorre sui petali
Vento che non incontra ostacoli
Il pensiero lasciato solo al mondo
Rimane perplesso e si domanda
Di te, se tu..



Una mano, presa

Ingenuamente

Intimamente

Mentre l’orologio rintoccca

Mentre le porte si chiudono

Mentre si cammina distratti

Un istante, un sigillo

Un contratto per sempre

All’infuori di tutto

All’infuori di tutti