D.84

 



 

Chiuso appare

Cieco, Bloccato.

labirinto di scelte

Sordo, triste

Impotente e condannato

Fermo resto, Muovendomi con loro

Insieme e da solo

Chiedendomi il perché.

Scappo senza meta, Corro senza tregua

Mi adeguo, mi adatto.

Corro e mi ferisco

La lama è indolore

La vita una sensazione

Ora di falso

Ora di sbagliato

Senti il demone?

Urla, mi prega!

Mi graffia

.

.

.

…Mi consola

Bolle di paglia



Non puoi sbagliare se sai la verità

puoi fallire se sei il solo a pensare

In una vita non chiesta.

Dubbi eterni

Dubbi umani

L’uomo di paglia deve perdere

 

Vorrei un ago per la mia vita

Vorrei vento per le mie vele rovinate

La mia bussola è rotta

Le mie vele bucate

Nasco solo, perverso

Su un mondo diverso

Che ha gia deciso

In un universo infinito

Nascosto in bella vista

Condannato a vedermi morire

 

 

Sono chiuso in una bolla

Di parole

Di convenzioni

Di convinzioni

 

Chiuso

Dentro uno stagno infinito

Uno stagno di stelle

L’inferno umano.

E’ non poterne uscire

Affogare nell’ignoranza

 

L’uomo di paglia dentro la bolla impaurito

Combatte contro tutto

L’uomo di paglia muore piangendo

L’uomo di paglia nasce appagato

Vive capendo

Che è un uomo disarmato

Chiedere



L’uomo che vede non vuole vivere.

È un uomo solo

Vorrebbe non guardare.

Vive per morire

È un attesa lunga

Vorrei finisse in fretta.

Nasce morto

e muore per ultimo.

Vittima di un destino

Che non ha chiesto.

Perchè, è l’ossessione

La resa è la fine

Impassibili



Gli uomini si credono umani

Ma allo specchio vedono mostri

Gli stessi che temevano da bambini

Ora imitano.

Avevano ragione

Quando avevano paura.

Ora, sono nello specchio

E guardano, impassibili

Ciò che non sono più.