D.85

 

Pedalare la notte



Pedalare la notte
a maggio
è come essere catapultati in un mondo parallelo
dove per te i semafori scattano dal rosso al verde.
Zaino in spalla, musica in cuffia
- bassa, però, per sentire il silenzio
muovi le gambe per non pensare
e invece finisci per ricordare in sette kilometri di strada
tutta una vita.
La bici si flette
sotto il peso della stanchezza
e costeggia uno steccato in bilico
tra la realtà e lo sguardo di un cerbiatto nottambulo.

Pedalare la notte
a maggio
e avere il mondo tutto per sé
e sentirsi felici, felici e liberi
mentre sfrecci sotto la luce dei lampioni per le carreggiate larghe e deserte
in cui nessuno può fermarti se respiri
più forte
se ami, se piangi e se ridi.
Se vivi.

Pedalare la notte
a maggio
vivi.



bellezza efebica del ragazzino rannicchiato sul sedile dell’autobus mentre si guarda nervosamente intorno

gli occhi schivano lo sguardo altrui come se incontrandoli, tutti potessero leggerci dentro che qualcuno ha appena abusato di lui

tra poco mi calmo, pensa, e intanto gocce di pioggia gli imperlano i capelli

come lacrime.

“… dentro parlare, anche quando fuori taci”. I.II



Si spegne
anche l’ultimo lampione
e la notte cede il passo a un’alba di colla
che strappa via le stelle
e le nasconde una a una tra i gelsomini in fiore.
Tuffi la mano nel tuo bianco amante
inebriandoti del suo profumo.
Il tuo volto è un mondo distante
su cui labbra di carta disegnano
indovinelli ingarbugliati,
mentre i tuoi occhi sono laghi salati,
che danzano ubriachi tra i tetti e il cielo.
Con risate fradice di bellezza
impasti una pizza di cemento e stelle:
la guarnirai di insicurezza
e di minuti a parlare del tuo letto di legno.

E scusa se non te l’ho detto, però non sei solo,
non lo sei mai stato!
Ma come potevi – come potevamo saperlo
se ci siamo incontrati solo mezzo giro di mondo fa
quando ancora non rimpiangevo
i baci che non ti ho detto
le parole che non ti ho dato
le risate trattenute
e questa non era ancora l’ennesima notte insonne
da chiudere a chiave nel nostro
Archivio delle Occasioni Perdute.



storia del principe
dai verdi occhi
che in cerca di qualcuno da salvare
non guardò neanche la fabbricante di sogni
mentre chiudeva la portiera dell’auto