D.98

 



M’è dolce

la tua apparizione

come la comparsa

dell’esitante mimosa

dalla primavera pungolata

dopo un gelido inverno

Ritorna



La consuetudine

di un pasto consumato in solitudine

il silenzio di una stanza

vuota

il rumore di pensieri

confusi

il peso della distanza.

Anche se dici che

qualcosa è cambiato

mi manchi



Avvicinandomi a te

sento

che sei l’estensione

della mia anima

in questo fuggevole

spazio-tempo



Autentico amore clandestino

il cui rifugio

fu la collina

sempreverde

come la speranza

di vedere assieme

un altro sole tramontare

per far spazio

alla luna

e alla sua danza

Mi hai detto:

“Il tempo passa”

In silenzio son rimasta:

che colpa ho

se l’illusione

del tuo orologio fermo al polso

e della collina

immutata

mi han fatto credere

che il tempo è solo convenzione?

Era d’aprile



Dalle labbra

Umide del tuo bacio

E del tuo respiro

Una scossa elettrica

Il mio corpo percorse

E fu subito chimica