E.100

 

Lo stato delle cose



Sconsiderata indifferenza
che si riversa in piena
sui monoliti eretti all’odio.

Tutti devono soffrire come me è il canto della guerra.

Alla fine dei giochi
rimane un desiderio,
un dente di leone da soffiare
e una persona da incontrare.

Qui non c’è niente



Qualche mozzicone di sigaretta
e una compagnia sgangherata.
Nella notte,
ho perso l’ultimo autobus
per tornare a casa.
I lampioni, tra gli alberi
come mozziconi accesi,
in un tappeto di carbone.
Il fuoco non consuma
ciò che non esiste.

Amuleto



Per favore,
basta poesie d’amore.

La vita è bella
in ogni sua degradazione.
Porta il nome delle cose
poco usate
e un sacchetto di lavanda
per proteggersi dal male.

Musica senza rumore



Non capisco perché condanno i miei sentimenti
ad una stupida apparenza.
Sminuire i sensi,
sempre meno, ancora meno
sono invisibile.
Come una malattia autoimmune, vado contro me stessa.

Bianco, non più paradiso.



Portare doni agli altari
di una esiliata divinità,
dolore bianco di sottofondo
smuove sommesso la mia volontà.
Una promessa fatta agli dei
e un attimo dopo,
scappare dall’Eden.

Malstrøm



La mia anima nera
e aggredita
come gli alti pini
qui fuori
fustigati dalle mille tempeste
di questa notte.

La mia lucidità
appannata
dalla polvere
dell’ultimo crollo di questa casa.

Rompere e ricostruire hanno senso
solo per quello che prima era intero.

Moriah



E’ la storia di Abramo
a cui è stato concesso
di non uccidere il figlio
ma lui lo uccide lo stesso.
Perché (non) vogliamo essere come Dio?