E.113

 

Atto II



Brucia il tempo

mentre, senza volto,

mi guardi

e mi crei.

 

Mi isoli in un luogo d’ombre

carneficina d’anime

Mi avvolgi in illusioni irrisolte

sei rifugio d’apnea

 

Tormenti sconsacrati alla fioca luce d’una candela – ride

Masochismo bohémien

 

sarò cenere, rigurgito di bile

oh, il sapore del peccato sulle tue labbra dolci

 

A S.

Atto I



Sei entrato dalla finestra

abbattendo ogni muro

Sei stato uragano

Mi hai travolto e intrappolato tra i tuoi artigli da cane randagio

Nel vortice delle tue angosce hai strappato ogni lembo della mia pelle

Mi hai lasciata livida ed esanime nel tuo nido di desideri e paradossi

Mi hai soffocata tra le tue grida di gioia e dolore

Assaporavi i miei occhi bisognosi, cibandoti di attenzioni non richieste

Godevi guardarmi crogiolare in una pozzanghera di illusioni, mentre annaspavo per restare a galla fingendo di non toccare terra

 

Sono svago al tuo tormento

Sollievo del tempo

 

Hai stretto la mia gola fino a non farmi più respirare

mentre piangevo

mentre venivi

e mi piaceva

Pensare che avessi bisogno di me

per raggiungere una vita, quiete dei sensi

 

E poi ti abbandoni tra le mie braccia,

anima spezzata, debole e fragile,

cerchi rassicurazione sul mio seno

E allora ti guardo e ti bacio ancora

 

A S.

Il corpo e il calice



Mangiate il mio corpo

Bevete il mio sangue

Succhiate via ogni mia linfa vitale!

 

Frutti marci di una società depravata

Vi cibate di nullità

Godete del supplizio dei vostri simili

Ricercate l’orgasmo proibito

Ciechi, vi dirigete verso una conclusione vacua

 

Vi offrite in sacrificio alla noia

Esistenze intangibili, vane

Vagabondi di arido fermento

 

Tenetemi e prendetemi tutti

che io sia per voi un privato momento d’appagamento

Soddisfazione alla vostra vergogna

Esterno ai vostri essere assenti