E.42

 

Gridò l’infante



Attenzione attenzione!

Questa poesia è una manifestazione!

Manifestazione di quell’amore vero

che prende la persona col cuore e col pensiero.

L’amore è quando parli di tutto ma proprio di tutto

dal sesso al cibo al politico farabutto.

La fiducia è poi l’ingrediente principale:

non è fiducia “non temer le corna dal principale”

(sì, il tuo partner è un segretario/a d’ospedale)

è fiducia gioire del bene e sorreggere nel male.

Dedica la tua vita alla sua felicità

sii felice della tua ingenuità.

 

Ama come vivi e respiri

cioè in modo egoista, solo per te, solo che questa volta il tuo egoismo è l’amore nei suoi

confronti.

 

Ah, a proposito, non temere i confronti.

Di tette e culi ce ne son tanti,

di peni e bicipiti altrettanti

ma di Voi, voi due insieme, ce ne è solo uno.

Se entrambi volete passare dall’Io al Noi

va tutto bene e fatti i fatti tuoi.

Se uno dei due non è d’accordo

ebbene, che resti un bel ricordo.

Appagatezza



Mi dicono:

“Chi si sorprende non stava attento.

Bisogna essere razionali. Calcolare tutte le possibilità.

Prevedere le conseguenza. Plasmare il proprio avvenire”.

Gli dico:

“Non stare attento dunque non è

un crimine

ma una via per l’appagatezza nella perdizione;

siamo una canoa nelle rapide della vita

evitiamo i massi e i coccodrilli, sì,

ma è tanto bello osservare le rive

facendosi trasportare e andare

dritto a destra a sinistra indietro giù

e su su su”.

 

Come cercare

appagatezza nella perdizione

credo sia

baciare il vento.

 

Appagatezza

non esiste nel vocabolario razionale.

Appagatezza

esiste nel magico mondo del suono.

 



 

Fino a quando non

arriva l’età

che guardi l’orologio

da polso

per passare il tempo

 

Piedi



Odio il potere, la guerra,

l’indifferenza.

Odio odiare,

odio voi che fate nascere in me l’odio.

Amo la libertà, l’uguaglianza,

la cultura.

Amo amare,

amo voi che fate nascere in me l’amore.

Ho deciso.

Amerò tutti, non tutto,

ma tutti.

Sì, anche voi.

Ti amo