E.45

 

La sera



Sprofondo la sera

sotto un peso di

stelle opache.

 

Nascosto è il loro splendore

dal fardello di

un equilibrio smarrito.

 

Mi volto a cercare

volti senza calore.

 

Dov’è il mio bastone?



Hai velato le mie orecchie con

mani tranquille

fra scintille e faville

un cavallo al

galoppo

un fiume in discesa

nella più buia

delle notti

il cuore come mai.

 

Da quei rumori

mi hai allontanato

fra mani amiche

tu mi hai celato.

 

L’anima fredda

di brividi si

muove

ma col tuo calore

più dolce è

la notte.

 

Di farfalle in volo

di desideri mai estinti

di sogni inespressi

fra le tue braccia

tu mi tenesti.

Avvolti



 

Avvolti da un’aura di cristallo

stavamo,

io e te.

Passione e Ardore si tenevano la mano,

io e te.

Il silenzio coccolava gli attimi

di respiri profusi

vivevamo gli istanti.

Senza un domani, senza un perché

eravamo

io e te.

Magia e Destino ci sorridevano,

abbracciati noi poveri amanti

ascoltavamo

i battiti dei nostri cuori:

correvano insieme.

Viviamo in un tempo indefinito

non siam fatti per la vita

reale,

di sogni e speranze ci

nutriamo,

io e te.

Ed il mio cuore eternamente si emoziona

a te.

 



[           ] affinché la

bellezza danzi in

noi,

come mani sul pianoforte,

come lettere incise

nel cuore.

Rosso Mattone



… queste lettere cadono sul foglio

come note.

Quella donna scopre le spalle,

i capelli corti non fanno in tempo

a cadere sull’abito rosso.

Si appoggia alla parete

con sentimenti che vanno

a tempo di un jazz.

E la musica si improvvisa

suo maestro d’orchestra.