E.65

 

Orientarsi a Torino



E2-E4
Tadleeh.
Sentore di datteri e curry,
di rose e incenso,
piedi scalzi su sabbia rovente
il calore serra le palpebre
di un uomo che tutto possiede
tranne ciò che ardentemente desidera.
La soluzione fu trovata
nel delirio di onnipotenza
di un prestigiatore che irrise la morte.
Pulpano gli avvoltoi
sulla carcassa del cupido.
Così ebbe inizio il folle gioco,
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Shoefiti.
Parte restante
di una cartina girata a bandiera
-l’unica in cui ti identifichi-, masticata
e poi sputata sulla terra
dove il sangue è scorto
dalle vene di un uomo
che si professò poeta.
Raffina i sensi
e potrai udire cavalli nitrire,
mentre gusti un vin doux naturel
scorrono le dita lungo un manteau ruvido al tatto
ed un acre odore ti annebbia la mente;
il piacere è celato nello sguardo di chi sa attendere.
Il destino porto annidato tra le mani,
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Mbuki-mvuki.
Lascio in eredità
ricordi di vetro in scatole di cartone,
un parquet corroso dai miei passi pesanti
e coperte stropicciate da notti insonni.
La sangria ci scorre nelle vene,
tremano le corde vocali.
Liberati di quei vestiti
e balla assieme a me
al ritmo di un ukulele scordato;
siamo giovani
giovani ed invincibili.
Gestisci bene il tempo, assapora la vittoria:
check mate!



La Morte ti cancellerà.
Quando incontrerai il suo volto esausto
con quei tuoi occhi itterici
che a stento terrai aperti,
quale senso avrai dato alla tua vita?

Sei morto soffocato dal tuo vomito,
in una pozza del tuo stesso piscio,
una bottiglia di whiskey rovesciata
e una mano nelle mutande.

Nemmeno una puttana
ti si è mai sdraiata accanto,
mai ad una donna avrai dedicato il tuo amore,
ma solo bestemmie
avranno lasciato la tua fetente bocca.

Dei tuoi organi interni
tanto sarà rimasto,
quanto di un cucciolo di antilope
in una savana gremita di fiere affamate.

Hai venduto anche l’ultimo ricordo di tuo padre,
del resto, cosa vuoi che sia una medaglia d’onore
di un uomo morto combattendo per il tuo Paese,
in confronto ad una dose di eroina
ed un hot dog?

La Morte ti cancellerà,
ma sarai mai stato vivo?

Youth taste



Piedi nudi sull’asfalto rovente
di una città che ci ha insegnato
a camminare sul vuoto
ed orientarci guardando le stelle
di un cielo che non ci appartiene.

Corpi corrosi dal piacere,
come gole al settimo assenzio;
trattenere il fiato
per non destare la natura
coi nostri sospiri animali
persi in boschi canadesi
soli, coi nostri battiti accelerati.

“Tears cannot put out a fire,
words cannot heal wounds
and we haven’t learned yet
how to walk on the glass
of our shattered dreams”
ti scrissi sul palmo della mano
davanti a quell’ultimo sazerac
in una notte senza stelle.

Hai ancora paura del buio
e delle falene?

время спать



закройте глаза,
расслабьтесь,
вдохни и задержи меня в легких..
подольше..
эх, yже слишком поздно!
прямо сейчас вы потеряны во тьме
вы не можете найти спасение от удовольствия, которое я причинил вам

ты умер таким образом
потерянный в извращенном безумии
человека, который никогда не знал, что такое любовь.

Branlette.



Una sala da ballo
con le luci soffuse
nella pista gremita
di un penetrante afrore
bastò un tuo sguardo struggente
ad appicar le fiamme

tra una lambada ed un tango
con movimenti decisi
come fanno gli uccelli
danzavano i contendenti
dell’anima tua ardente

e ad ogni movimento
di quegli abiti tuoi rossi
si intravedevan le carni
ed il sangue ribolliva
di travolgente passione

fu forse per codardia
o per un tempo mal calcolato
che ti restai a guardare
mentre i tuoi focosi occhi
incontravan quelli
del fortunato vincitore

e come il Lume
col sospiro dell’intrepido amante
smorzasti quel fuoco
che ti invadeva i sensi
tra le disfatte lenzuola
ad egli dedicasti
quel tuo ultimo ballo

la pista ora è vuota
la musica tace
è l’esitante mano
a provocar piacere
rimpiangendo il calore
delle tue labbra esperte.