E.65

 

Murst



Inebriante erotismo
il canto del delirante
che rapì la tagliatrice di radici
dal tellurico richiamo.
Delirio indotto da un ipnotismo mentale.

Siamo nati per distruggere
o generare vite?

Sei sensualità celata
dietro selvatiche pulsioni,
sei respiro caustico
per i miei organi interni.
Si schiudono le labbra in sinfonia remota.

Cosa desideriamo più di ogni altra cosa?

Oblii la patria
padroneggiando la magia delle parole
immobilizzi il nomade
in istanti atemporali
e così segni la sua fine.
Sussurrami ancora nel buio delle tue debolezze.



Sadico solipsismo
nella tua sete di attenzioni,
di apparire (super)umana.
Ammalianti racconti
nascondono il sottostrato amorfo
dei tuoi viaggi senza meta;
viziosi passatempi elitari.

La tua saccenza di conoscere
scagliando giudizi
contro ecchimotici corpi
ti ha resa interessante
agli occhi dei non vedenti.

Fumanti ricordi
di ballate e sonagli,
di carta unta su cui scrivere
versi da bruciare nel vento.

Mentre mi punti l’indice
ignori il cappio attorno al collo:
è una questione di attimi
e da giudice ti scopri condannata
quando testi la consistenza dell’aria sotto ai piedi.

(È la stessa che dai alle tue parole.)

Orientarsi a Torino



E2-E4
Tadleeh.
Sentore di datteri e curry,
di rose e incenso,
piedi scalzi su sabbia rovente
il calore serra le palpebre
di un uomo che tutto possiede
tranne ciò che ardentemente desidera.
La soluzione fu trovata
nel delirio di onnipotenza
di un prestigiatore che irrise la morte.
Pulpano gli avvoltoi
sulla carcassa del cupido.
Così ebbe inizio il folle gioco,
E4xF5
Shoefiti.
Parte restante
di una cartina girata a bandiera
-l’unica in cui ti identifichi-, masticata
e poi sputata sulla terra
dove il sangue è scorto
dalle vene di un uomo
che si professò poeta.
Raffina i sensi
e potrai udire cavalli nitrire,
mentre gusti un vin doux naturel
scorrono le dita lungo un manteau ruvido al tatto
ed un acre odore ti annebbia la mente;
il piacere è celato nello sguardo di chi sa attendere.
Il destino porto annidato tra le mani,
Qh5
Mbuki-mvuki.
Lascio in eredità
ricordi di vetro in scatole di cartone,
un parquet corroso dai miei passi pesanti
e coperte stropicciate da notti insonni.
La sangria ci scorre nelle vene,
tremano le corde vocali.
Liberati di quei vestiti
e balla assieme a me
al ritmo di un ukulele scordato;
siamo giovani
giovani ed invincibili.
Gestisci bene il tempo, assapora la vittoria:
check mate!

Youth taste



Piedi nudi sull’asfalto rovente
di una città che ci ha insegnato
a camminare sul vuoto
ed orientarci guardando le stelle
di un cielo che non ci appartiene.

Corpi corrosi dal piacere,
come gole al settimo assenzio;
trattenere il fiato
per non destare la natura
coi nostri sospiri animali
persi in boschi canadesi
soli, coi nostri battiti accelerati.

“Tears cannot put out a fire,
words cannot heal wounds
and we haven’t learned yet
how to walk on the glass
of our shattered dreams”
ti scrissi sul palmo della mano
davanti a quell’ultimo sazerac
in una notte senza stelle.

Hai ancora paura del buio
e delle falene?

время спать



закройте глаза,
расслабьтесь,
вдохни и задержи меня в легких..
подольше..
эх, yже слишком поздно!
прямо сейчас вы потеряны во тьме
вы не можете найти спасение от удовольствия, которое я причинил вам

ты умер таким образом
потерянный в извращенном безумии
человека, который никогда не знал, что такое любовь.

Branlette.



Una sala da ballo
con le luci soffuse
nella pista gremita
di un penetrante afrore
bastò un tuo sguardo struggente
ad appicar le fiamme

tra una lambada ed un tango
con movimenti decisi
come fanno gli uccelli
danzavano i contendenti
dell’anima tua ardente

e ad ogni movimento
di quegli abiti tuoi rossi
si intravedevan le carni
ed il sangue ribolliva
di travolgente passione

fu forse per codardia
o per un tempo mal calcolato
che ti restai a guardare
mentre i tuoi focosi occhi
incontravan quelli
del fortunato vincitore

e come il Lume
col sospiro dell’intrepido amante
smorzasti quel fuoco
che ti invadeva i sensi
tra le disfatte lenzuola
ad egli dedicasti
quel tuo ultimo ballo

la pista ora è vuota
la musica tace
è l’esitante mano
a provocar piacere
rimpiangendo il calore
delle tue labbra esperte.