E.85

 



se non ci fosse il sogno

a darmi ciò che nel giorno

mi è mancato,

avrei lo sguardo di donna

che, in vita, mai ha amato.

 

Possano i miei soli

essere clementi, e portarmi

quegli abbracci, lenti ed incerti,

che da sempre invidiai, soliti

degli amori più potenti.

 

Infine, sia la morte

che, tratte le sue somme,

giudichi in amore la mia sorte.

Che possa dire di aver lasciato

nel cuore suo,chiare, le mie orme.



Nel ventre di un raggio di luce

hai cinto quei fianchi

dolci come il miele,

sfiorato il suo sesso di seta,

avvolto dal profumo di un’ideale

 

Tra le pieghe di un letto in disordine,

sfinito dalle tue fantasie,

leggi il tuo desiderio

e ne diventi prigioniero.

 

Sfiora la tua mano, ancora,

i capelli suoi che sbocciano sul tuo petto.

Cosi, da questo sogni di liberi

ed intorno a te, solo pareti bianche

Un consiglio da amica



Della paura del mondo, infine,
non so che dirti.
cercheranno di sussurarti,
gli attimi, una soluzione.
Urleranno i momenti, un’opinione,
saranno gli anni, prepotenti,
a imporre una risposta
e quelli a seguire a confinderti.
So solo che arriverai alla fine dei tuoi soli,
ed ogni secondo avrà composto
l’ideale nascosto, di un uomo in guerra
che nella vita si addentra
attraverso questa terra; cieco per i suoi timori.
Mentre Crono del suo tempo segna,
sulla sabbia, indelebili gli errori.

Trattieni il respiro



Le ombre che ti travolgono
sono schegge di un incubo
che per anni è stato
la tua realtà.
Ora è una porta del tuo passato
che affaccia sull’inferno.
ti tuffi in quel mare di vetri,
e strazi il tuo corpo con ciò che fù.
quelle spine nei palmi delle mani
sono il prezzo da pagare
per essere sopravvissuta

La fortuna baciò gli ingrati



Ingrata è la sorte,
che ascoltò le nostre preghiere
dandoci ciò che volevamo,
cosi chè, rifiutandolo, sapessimo
quanto ci piace l’infelicità.

Read the rest of this entry »

Ode a Davide



Ode a te, che sei ingordo,
che non ti sazi mai della vita,
che disprezzi chi non desidera
e compiangi chi si accontenta. Read the rest of this entry »

A conti fatti



Se non ci fosse il sogno
a darmi ciò che nel giorno
mi è mancato,
avrei lo sguardo di donna
che in vita, mai ha amato.
Possano i miei soli
essere clementi, e portarmi
quegli abbracci lenti ed incerti,
che da sempre invidiai, soliti
degli amori più potenti.
Infine, sia la morte
che, tratte le somme,
giudichi in amore la mia sorte.
che possa dire di aver lasciato
nel suo cuore, chiare, le mie orme.



Attraversiamo insieme
quel campo di incubi feroci
ed affrontiamo l’ultima sfida,
di fronte alla quale
anche gli eroi esitano.



In fondo al ricordo
della tua pelle,
giace l’odore di un abbraccio.
Scivola tra le fessure
del mio corpo intorpidito
e si posa, insistente, sul mio respiro
che per un attimo, diventa affanno.