E.99

 



Mi perdo nel labirinto del cercarti,

mi ritrovo sola a pensarti.

Passato e desiderio



Epifanie tremende

d’una bellezza devastante

implodono nel cuore

dipingono la mia anima

come il sole

con il cielo

al tramonto.

 

Vorrei dimenticarti

invece spero d’incontrarti.

17:00



Sono le diciassette

e costeggio l’orlo

della vita, della strada

la Notte di San Lorenzo

e il punto esatto dove il Sole va a svanire.

A volte mi chiedo se un giorno

io possa guardare il tramonto senza pensarti

senza tornare con la mente a quando le mani eran ghiacciate

il cuore era caldo

e il cielo risplendeva

nei tuoi occhi.

T’ho cercato



Ti cerco e 

non resta 

che un foglio vuoto

Umido 

di nebbia e pioggia. 

Novembre. 

Heure d’été



Ritmo inusuale

imponiamo alla Stella

di tramontare prima, 

alla Madre di spegnere la luce, un poco prima.

Funesto passeggero, il tempo: tanto attesi,

un Sole fa, questo momento 

per rimanere più a lungo al tuo fianco 

quando ci osservavamo passare dall’altro lato, 

la sera calare, il giorno svanire.

Maledico la mia mente, il giorno in cui t’incontrai,

ma riempio la nostra città di carta,

di parole ispirate a te, nel buio della notte e nel rammentare 

il profumo di mais, al tramonto. 

Ti riconoscerai, in quel soffio di vento che stravolge,

dalle mie parole di quando (non) ti dicevo, 

a distanza d’un cuore, ti vorrei vicino.

Ora che la strada è sbarrata, che d’incastrarmi nella tua mente

è pura impossibilità, scrivo un’inno al tempo,

che, nonostante estremità della mia anima, nasconda il tuo ricordo 

lo renda invisibile alla mia stessa mente: 

pensarti regala brividi dolorosi,

sguardi che non saranno, abbracci che non si ripeteranno.

Legherò la mente al corpo: le vieterò  

di fuggire e tornare indietro al ricordo; incastrerò

il cuore tra le costole: gli impedirò di esplodere al tuo nome;

bloccherò le mani: eviterò di scrivere di te nelle ore profonde.

Vorrei non fosse stato un addio. 

GiraSole



Chini la testa,

stanco d’aver cercato

mille raggi per ogni petalo:

imperterrito hai seguito il Sole,

giornate calde e notti nell’attesa

fedele compagna, Stella d’amore.

Hai finito per morire, fragile fiore

imponente e leggero,

Icaro sfortunato

ti ereggi solo, superi ogn’altro

e ora guardi la Madre,

compiangi la tua Natura.

Sfami di raggi il terreno e regali speranza

nuove estati ad alzare il viso, donare sguardi dorati

alla ricerca dei più caldi.

Solitario, unico tra sterpaglie

hai illuminato giorni

di coloro che, come te,

cercavano oltre quello che è.

A te, di nuovo



La fine dell’estate ha portato via

raccolti di mais e rondini

Mentre tu, che sei andato al suo inizio

resti lontano come non vorrei

e il frastuono dei sentimenti nel cuore 

implodono in versi sofferti,

confessano ciò che non t’ho detto

mai, smetterò di pensarti.

Attendo d’incontrarti per caso,

di vederti quando la vita scorre in te

libera e senza freni.

T’attendo, come in una delle prime 

poesie che ti scrissi

dove il sole tramonta e cala

il profumo della sera avvolge.

Vorrei bloccare i miei pensieri

loro, che come rondini migrano

 si fermano a poca distanza,

si posano sul ramo giusto

e t’osservano alla loro altezza.

A te scrivo, che con gli occhi liberi

sai alzare lo sguardo dal grigiume,

osservare un muro distrutto,

riconoscerti in queste parole e sapere di essere

chi rende le rovine, vive. 

Chet Baker



Risuonano note blu

cuore notturno

una finestra accesa

dicevano luce calda.

Discosta il pensiero,

un poco lo sguardo

dal buio delle notti

la grafite si sovrappone.

Intenso si modella

accurato sui bordi della vita

quando riposa, il buio

solleva gli stanchi e

rende visibili posti celati

interni d’animi, di giorno nascosti.

Solo alla cura dell’oscura tule

s’espone.

03:43



Scrivo di te 

persa nel buio della notte

parole storte

pensieri

di te insinuato 

nella mia mente. Dimora

l’idea di te.

Forse tornerai

come stellate estive

a cercare Perseo

e qualche solitaria che

attraversa il cielo. Stanotte

scrivo di te, dei tuoi occhi,

quel tuo profumo

che mi piaceva tanto.

Sapevi di buono e di libertà.

Ma quando ho ammesso 

(a me stessa e a tutti)

il brusio del mio cuore

sei svanito

lasciandomi la tristezza 

di chi ammette troppo tardi

sussurri che sono grida.

Super-io bastardo,

maledetto cospiratore di vite.

Ti volevo e lo temevo.

Ti voglio e temo 

di non vederti più. 

Entropia



Voglio chiamarla

misura del disordine

questo mondo. Aspetto

“un richiamo per esseri umani”

direbbe la Candiani.

Intanto osservo

il libro inclinato, il fiore

appassito. Aspetto

sintropia utopica

libera da calma pesante.

Aspetto l’antidoto

ad occhi che cercano

troppo. Non vedono

niente.

Isola



A Nord-Ovest

violento terremoto

dispersa nell’Atlantico

l’alta magnitudo scuote

acque profonde

e ondeggianti maree

superano il volere

della malinconica Luna.

Il Sole estivo irrompe

dispettoso si insinua

tra le crepe

potrebbe essere motivo di gioia

ma reca solo fastidio a

coloro che desiderano

compiangere i resti

della città perduta.

Dubbio di un antico pensatore



Ho desiderato

dormire le ore del giorno

per non affrontare

la realtà perché

con gli occhi chiusi e

la mente lontana

il cuore resta aperto.

Ma il sogno per quanto vivido

possa apparire

diventa dubbio

di un antico Pensatore

ed ecco che

tra il cielo e la tapparella

una giovane luce

o una vecchia stella

ti porta via ma forse

via

ti ho mandato io.

 

Se



E quando scende

orgogliosa la notte

scroscia

onomatopea vivente

metafora di situazioni

l’acqua di una roggia che

renderebbe più magico

persino il cielo

se tu

fossi qui.

 

Sottile brezza



Malinconia abissale

il cielo timido

crepuscolare

sottile brezza accompagna

una giovane foglia

sul corso di una roggia

sdraiata sfiora

la superficie dell’acqua

grande delicatezza

godendosi la libertà

di metà della sua esistenza

si lascia trasportare

ma resta salda al terreno

la testa tra le nuvole

i piedi sulla terra.

Il sole cala

sfingi solitarie

si nutrono della bellezza

della notte ed io

chiudo gli occhi e chiedo

che questo profumo

di cui sono ostinata cercatrice

non porti più

sofferte epifanie

ma vivide presenze.

Insegnamento



Sempre convinta

di ascoltare attentamente

i sussurri del cuore

ma quando scappa, il cuore

io chi seguo?

Umani



Affrontare ogni barriera

vincere ogni confine

un mondo senza frontiere

il sogno di chi

ama la pace.

Fluire di persone

che cercano vita e non aria.

Le parole

utili semplificazioni

insufficienti giochi umani

non descrivono il dolore

nel vedere chi

uguale

- per definizione biologica-

non ama

non sostiene il passo

di chi è stanco

dimostra

di non meritare

di essere

umano

ma nemmeno al pari

delle bestie, loro

non provano odio.

Vietato sognare



Colpa della vita

cresciuta in luoghi ostili

vietato sognare

altrimenti tuo rischio e pericolo

distruggono tutto

invidiosi di chi

nel mondo sa vedere

il bello ed amarlo

e non possono permetterlo

costringendo un mondo di ombre

silenzio

giudizi

desolazione

dove vige il male

che loro, potenti distruttori

emanano come tanfo di morte.

Il cuore traboccante d’amore

pronto a inondare le persone

d’improvviso ricade

nella faglia riaperta

da visi famigliari che

con una frase riportano

in un incubo datato

cinque anni di cammino

autonomo e si torna

dove il mondo era filtrato

da color vermiglio.



A te che risplendi

e mi mandi in crisi

perché abituata all’oscurità

la luce m’acceca

e non mi resta che desiderarti

averti protagonista

nei sogni

 

e te lo direi

ma lo ripeto nella mente

mentre t’osservo

e abbasso gli occhi

perché è pericoloso

il tuo sguardo

addosso 

 

ti vorrei più vicino

e mi vorrei presente

nei tuoi pensieri

o sulla tua pelle,

pericolosa

come il tuo sguardo

su di me.

Senza preavviso



A volte vorrei

senza una parola,

un preavviso

presentarmi da te

dirti

vieni che scappiamo

perdiamoci e balliamo

che la terra sotto ai piedi

trema e non voglio cadere

quindi rendiamoci stabili

sull’instabilità del mondo

spostandoci

da un piede all’altro

ma tenendoci

le mani.

Dico sempre



Dico sempre

che a me piace perdermi

partire e cercare luoghi

che sappiano di magia

anche vicini

ma che sussurrino brividi.

 

Dico sempre

che il cielo non ha colore

eppure si tinge

s’impregna di sguardi

e magico

crea ricordi.

 

Dico sempre

che va bene così

che mi perdo in una goccia

e nel bicchiere che fine farei?

Ma non mi basta il mare

vorrei il mio Oceano.

 



Nella mia apparente follia

ricerca di ciò che bene

sarebbe

spesso mi perdo a pensarti

nella mente ti dico

le ali d’anima si aprono nella gabbia platonica quando

passi, in punta di piedi

nei miei pensieri.

 

M’invento scuse, per me stessa anche

sarà che certe persone fanno bene

anche se restano in silenzio

che non è

per assenza di parole

ma per la loro troppa presenza.

 

Il bene trionfa

ma insoddisfatta

sbeffeggio il male passato

sapendo che ora quiete

preannuncia burrasca o caldo d’Africa.

Indicativo



Passato remoto

definisco momenti oscuri

aperti e conclusi

ma ora splende il

presente(!)

Riconoscenze



Nulla è più riconosciuto,

tutto cio che è bello diventa strano,

spaventoso essere amante

che va oltre la pelle

nascondetevi tutti

l’amore diventa pericolo

paura di cadere nell’immenso

del cuore di chi sa provare

- ad amare -

anche silenziosamente, delle labbra da lontano,

degli occhi che nascondono tutto

o che tutto mostrano.

Non (dis)perderti

tra quegli  sguardi spenti

troppo comuni, troppo vuoti.

Tu, traboccante

non (dis)perderti.

Foglie di betulla



Baciami

come un tornado accarezza

foglie di betulla.

Lamenti d’ego



12/02/19

Finiranno le pagine

ma non finirà mai la voce

per urlare parole

a queste inutili persone

di un mondo triste e freddo

di un cuore scuro e terso

 

Non basteranno le pagine

non basteranno le parole

per esprimere il mio cuore

in questo luogo.

Immenso

nostro

vivere.

 

Parole nella notte



Le parole della notte

quelle scritte al buio

le più pure

l’inchiostro sovrapposto

righe inesistenti su fogli bianchi

 

E i pensieri diventano frasi

scomposte, sconnesse

ma piene d’emozione

frasi lacerate

dallo scrivere di una penna

 

Su di una mente tormentata

che non è mai sola

non è mai lontana

da quelle parole

che con la luce, domani, non sono più

Sola(mente)



Sono solo sogno

senza segno

di sostanziale

sostentamento

Maggio



Novità felici

pura semplicità

cuori grandi

vecchi ricordi.

 

Chi ha visto

una me bambina

conosce anche oggi

la me cresciuta.

 

e sa riportare in vita

vecchi pomeriggio soleggiati

di quando correvano

le nuvole, nello stesso cielo.

 

E tornavo a casa

con le mani nere

che tingevano l’acqua

e dipingevano

giocose il cuore.

 

E così risanavamo pomeriggi

trovavamo scuse

per mai stare a casa

e per rendere felice una bambina

per sempre.

 

Grazie a voi.

Printemps



Danzano gli alberi

abbracciati dal vento

ed io, foglia sottile

galleggio leggera

immersa

in te.

Fermati.

Prendimi.

Portami con te.

 

 

Quante stronzate



Sono stanca di ascoltare

parole senza peso

da persone che

hanno lanciato

pesanti

il loro sguardo

dentro me.