E.99

 

Una Coca Cola non fredda. Ma dopo, un gin.



Inaspettata, fuga audace

casualità vaga sulla cresta di onde immobili

finalmente leggera, un sorriso spontaneo.

Mi ricordo felice, quella sera.

Niente pesi sulle spalle, la mente serena,

sulla via per diventar bambina, fiera leonessa.

Un sorriso conosciuto, dimenticato negli anni,

si arrampica nella mente

in questi giorni silenziosi.

Il destino non volle

farci incontrare

Ancora

Resta sconosciuta la sorte e

la vita, in questo soggiorno forzato

S’inerpica in me la curiosità:

sapere di te

che m’hai sorpresa.

Questa notte è la notte, o almeno così pare.



La vivo, silenziosa con pensieri tuonanti

aspetto la pioggia, è prevista ed io vorrei dormire

leggero il mio respiro, sempre fievole.

Silenziosa nel silenzio. Ascolto questo

suono inconfondibile di vita, profumo di morte, ma chi la conosce!

La luce della stanza è accesa. Calma altrui.

E ancora sul davanzale, seduta di fronte al buio, osservo e ricerco.

Ricerco anime irrequiete con cui condividere un respiro, un battito

sguardi cercano salvezza, tra il buio una luce

cerco dimostrazione di vita.

Ci sei, ti sento, cara – forse – vita.

 

Scorri, muovi le mie membra mi scuoti, mi svuoti.

Mi rigiri nel letto e mi trascini

a respirare alla finestra

a cercare un tuo segno, un “si può continuare”

Sfida continua, difficile l’arma.

E mi prendi e mi strappi le emozioni

e le getti con forza, di nuovo, nella mia anima,

nel cuore, spirito, membra, cervello, nervi, sogni.

 

E non te l’ho chiesto io d’esserci,

mia cara -forse- vita, di essere così irriverente.

Ma grazie, d’esserlo.

Per l’ultima volta, a te.



Ho deciso di condurre

il flusso della mia anima in modo che

non mi sfiori più il pensiero di te.

 

Tu che m’hai aperto un mondo

nuovo, vento fresco nell’anima

tramonti ch’erano emozioni ad ogni sguardo.

 

Mi hai anche mostrato le spalle

e t’ho cercato, ho cercato il tuo viso

ma la tua scelta era presa ed io, che credevo

nelle tue parole, non ho voluto vedere.

 

Aspettavo, aspettavo imperterrita,

ogni giorno, m’hai ferita

« non me ne vado »

mi hai mentito.

 

Io sento. Emozioni vive scorrono

senza sosta attorno

ad ogni mio organo e

basta un niente per far esondare

 

il fiume della mia vita, le lacrime dal mio viso

In te ho visto ciò che non trovavo,

ciò che volevo,

ma non era vero.

 

Ma hai mentito, hai stracciato il mio cuore

come lettere mai lette, l’hai gettato altrove

e ora non mi resta che ricomporre le parole,

imparare a non credere alle persone.

 

Dal profondo: ti penso, ma

non mi fai più male.

Speranza



Mi basterebbe sapere

saperti

felice.

Le stelle di Tarkovskij



Ho pian piano confessato,

ora resta cuore inesploso

briciole d’attimi nel ricordo

tramonti assordanti

vento invernale ribollente

decisioni come le stelle di Tarkovskij.

L’anima è in slancio continuo

muro di pietra su cui si scontra

tanto arido quanto soffice.

La bellezza è insita in te, incastrata

in ogni piega nella tua anima:

pensi d’esser ghiaccio, ma sei stella incandescente.

T’ho perso quando il Sole moriva di sera

ma ancora, quando il buio delle 17:00 cala pesante,

mi ritrovo ad amare il tramonto, a desiderarti accanto.

 

Siamo padroni di tutto,

tranne che del nostro volere.

Un abbraccio



Un abbraccio a tutti coloro che

nel più buio dei loro giorni

hanno avuto il coraggio 

di accendere la luce.

Un abbraccio a tutti coloro che

piegati dalla vita,

distrutti dagli sguardi 

hanno alzato il proprio.

Un abbraccio a chi continua a camminare

nonostante il terreno dinanzi 

non faccia altro che sgretolarsi,

frantumarsi in briciole.

Un abbraccio a chi,

 nonostante la vita abbia voltato le spalle

abbia sfidato la sorte,

vincendo ogni partita con la propria anima. 

Un abbraccio a chi

quando inciampa, sente l’ombra avvolgere.

E sono qui per dire

la luce, aspetta solo di essere accesa.

Un abbraccio a chi decide di spegnerla, questa luce,

che desidera oscurità perpetua e irreversibile. 

A loro dico: a volte l’ombra ritorna.

Ma se, anche solo una volta, la si guarda,

si vedrà che è parte di noi.

Ma siamo padroni di noi stessi.

Sei tu che scegli: e non farà paura più.



Mi perdo nel labirinto del cercarti,

mi ritrovo sola a pensarti.

Passato e desiderio



Epifanie tremende

d’una bellezza devastante

implodono nel cuore

dipingono la mia anima

come il sole

con il cielo

al tramonto.

 
Vorrei dimenticarti

invece spero d’incontrarti.

T’ho cercato



Ti cerco e 

non resta 

che un foglio vuoto

Umido 

di nebbia e pioggia. 

Novembre. 

GiraSole



Chini la testa,

stanco d’aver cercato

mille raggi per ogni petalo:

imperterrito hai seguito il Sole,

giornate calde e notti nell’attesa

fedele compagna, Stella d’amore.

Hai finito per morire, fragile fiore

imponente e leggero,

Icaro sfortunato

ti ereggi solo, superi ogn’altro

e ora guardi la Madre,

compiangi la tua Natura.

Sfami di raggi il terreno e regali speranza

nuove estati ad alzare il viso, donare sguardi dorati

alla ricerca dei più caldi.

Solitario, unico tra sterpaglie

hai illuminato giorni

di coloro che, come te,

cercavano oltre quello che è.

Chet Baker



Risuonano note blu

cuore notturno

una finestra accesa

dicevano luce calda.

Discosta il pensiero,

un poco lo sguardo

dal buio delle notti

la grafite si sovrappone.

Intenso si modella

accurato sui bordi della vita

quando riposa, il buio

solleva gli stanchi e

rende visibili posti celati

interni d’animi, di giorno nascosti.

Solo alla cura dell’oscura tule

s’espone.

Entropia



Voglio chiamarla

misura del disordine

questo mondo. Aspetto

“un richiamo per esseri umani”

direbbe la Candiani.

Intanto osservo

il libro inclinato, il fiore

appassito. Aspetto

sintropia utopica

libera da calma pesante.

Aspetto l’antidoto

ad occhi che cercano

troppo. Non vedono

niente.

Isola



A Nord-Ovest

violento terremoto

dispersa nell’Atlantico

l’alta magnitudo scuote

acque profonde

e ondeggianti maree

superano il volere

della malinconica Luna.

Il Sole estivo irrompe

dispettoso si insinua

tra le crepe

potrebbe essere motivo di gioia

ma reca solo fastidio a

coloro che desiderano

compiangere i resti

della città perduta.

Dubbio di un antico pensatore



Ho desiderato

dormire le ore del giorno

per non affrontare

la realtà perché

con gli occhi chiusi e

la mente lontana

il cuore resta aperto.

Ma il sogno per quanto vivido

possa apparire

diventa dubbio

di un antico Pensatore

ed ecco che

tra il cielo e la tapparella

una giovane luce

o una vecchia stella

ti porta via ma forse

via

ti ho mandato io.

 

Se



E quando scende

orgogliosa la notte

scroscia

onomatopea vivente

metafora di situazioni

l’acqua di una roggia che

renderebbe più magico

persino il cielo

se tu

fossi qui.

 

Sottile brezza



Malinconia abissale

il cielo timido

crepuscolare

sottile brezza accompagna

una giovane foglia

sul corso di una roggia

sdraiata sfiora

la superficie dell’acqua

grande delicatezza

godendosi la libertà

di metà della sua esistenza

si lascia trasportare

ma resta salda al terreno

la testa tra le nuvole

i piedi sulla terra.

Il sole cala

sfingi solitarie

si nutrono della bellezza

della notte ed io

chiudo gli occhi e chiedo

che questo profumo

di cui sono ostinata cercatrice

non porti più

sofferte epifanie

ma vivide presenze.

Umani



Affrontare ogni barriera

vincere ogni confine

un mondo senza frontiere

il sogno di chi

ama la pace.

Fluire di persone

che cercano vita e non aria.

Le parole

utili semplificazioni

insufficienti giochi umani

non descrivono il dolore

nel vedere chi

uguale

- per definizione biologica-

non ama

non sostiene il passo

di chi è stanco

dimostra

di non meritare

di essere

umano

ma nemmeno al pari

delle bestie, loro

non provano odio.

Vietato sognare



Colpa della vita

cresciuta in luoghi ostili

vietato sognare

altrimenti tuo rischio e pericolo

distruggono tutto

invidiosi di chi

nel mondo sa vedere

il bello ed amarlo

e non possono permetterlo

costringendo un mondo di ombre

silenzio

giudizi

desolazione

dove vige il male

che loro, potenti distruttori

emanano come tanfo di morte.

Il cuore traboccante d’amore

pronto a inondare le persone

d’improvviso ricade

nella faglia riaperta

da visi famigliari che

con una frase riportano

in un incubo datato

cinque anni di cammino

autonomo e si torna

dove il mondo era filtrato

da color vermiglio.



A te che risplendi

e mi mandi in crisi

perché abituata all’oscurità

la luce m’acceca

e non mi resta che desiderarti

averti protagonista

nei sogni

 

e te lo direi

ma lo ripeto nella mente

mentre t’osservo

e abbasso gli occhi

perché è pericoloso

il tuo sguardo

addosso 

 

ti vorrei più vicino

e mi vorrei presente

nei tuoi pensieri

o sulla tua pelle,

pericolosa

come il tuo sguardo

su di me.

Senza preavviso



A volte vorrei

senza una parola,

un preavviso

presentarmi da te

dirti

vieni che scappiamo

perdiamoci e balliamo

che la terra sotto ai piedi

trema e non voglio cadere

quindi rendiamoci stabili

sull’instabilità del mondo

spostandoci

da un piede all’altro

ma tenendoci

le mani.

Dico sempre



Dico sempre

che a me piace perdermi

partire e cercare luoghi

che sappiano di magia

anche vicini

ma che sussurrino brividi.

 

Dico sempre

che il cielo non ha colore

eppure si tinge

s’impregna di sguardi

e magico

crea ricordi.

 

Dico sempre

che va bene così

che mi perdo in una goccia

e nel bicchiere che fine farei?

Ma non mi basta il mare

vorrei il mio Oceano.

 



Nella mia apparente follia

ricerca di ciò che bene

sarebbe

spesso mi perdo a pensarti

nella mente ti dico

le ali d’anima si aprono nella gabbia platonica quando

passi, in punta di piedi

nei miei pensieri.

 

M’invento scuse, per me stessa anche

sarà che certe persone fanno bene

anche se restano in silenzio

che non è

per assenza di parole

ma per la loro troppa presenza.

 

Il bene trionfa

ma insoddisfatta

sbeffeggio il male passato

sapendo che ora quiete

preannuncia burrasca o caldo d’Africa.

Indicativo



Passato remoto

definisco momenti oscuri

aperti e conclusi

ma ora splende il

presente(!)

Riconoscenze



Nulla è più riconosciuto,

tutto cio che è bello diventa strano,

spaventoso essere amante

che va oltre la pelle

nascondetevi tutti

l’amore diventa pericolo

paura di cadere nell’immenso

del cuore di chi sa provare

- ad amare -

anche silenziosamente, delle labbra da lontano,

degli occhi che nascondono tutto

o che tutto mostrano.

Non (dis)perderti

tra quegli  sguardi spenti

troppo comuni, troppo vuoti.

Tu, traboccante

non (dis)perderti.

Foglie di betulla



Baciami

come un tornado accarezza

foglie di betulla.

Lamenti d’ego



12/02/19

Finiranno le pagine

ma non finirà mai la voce

per urlare parole

a queste inutili persone

di un mondo triste e freddo

di un cuore scuro e terso

 

Non basteranno le pagine

non basteranno le parole

per esprimere il mio cuore

in questo luogo.

Immenso

nostro

vivere.

 

Sola(mente)



Sono solo sogno

senza segno

di sostanziale

sostentamento

Maggio



Novità felici

pura semplicità

cuori grandi

vecchi ricordi.

 

Chi ha visto

una me bambina

conosce anche oggi

la me cresciuta.

 

e sa riportare in vita

vecchi pomeriggio soleggiati

di quando correvano

le nuvole, nello stesso cielo.

 

E tornavo a casa

con le mani nere

che tingevano l’acqua

e dipingevano

giocose il cuore.

 

E così risanavamo pomeriggi

trovavamo scuse

per mai stare a casa

e per rendere felice una bambina

per sempre.

 

Grazie a voi.

Printemps



Danzano gli alberi

abbracciati dal vento

ed io, foglia sottile

galleggio leggera

immersa

in te.

Fermati.

Prendimi.

Portami con te.

 

 

Quante stronzate



Sono stanca di ascoltare

parole senza peso

da persone che

hanno lanciato

pesanti

il loro sguardo

dentro me.