F.53

 

Infinito spumeggiare



Cosa stai facendo

Oh cangiante, oh abrasiva amante?

Vena la mia sera con fulgida acribia.

Il precipizio non concede spazio

e bislacco mi do noia, obliato

nei tuoi occhi lontani, dammi le tue mani

artefatti arcani, oggi, domani.

Che ammaliato vago tra orizzonti e mari,

Tra capelli e baci, vivida follia.

E son perso adesso, irraggiungibile

Nell’infinito spumeggiare

del mio cuore.

Una stella per ogni notte persa



C’è un sole per ogni petalo di fiore

e una stella per ogni notte persa.

“Avanti” gridano i nemici,

brandendo capelli rari e sorrisi

amari, intrisi

di piaceri violati, o mai vissuti.

Poiché il tempo è tiranno

d’ogni felice scampo.

S’allagano le mani

di altre mani proibite,

di futuri sperati e baci.

E non esiste presente

per chi cerca l’amore

quando l’amore non sente.

Proseicomica



Io panico al vederla a mano,

zampillo follie, cado.

Quando duetta i suoi sorrisi

lincia le folle brumose.

 

In ricordi cortesi appare.

Amo, la amo, flagello nero

marcia tra le vene

e copula dritto al cuore.

 

Strisciando la sua pelle amara

claustrofobico le ore.

Tentato omicidio volontario

di ogni granulo di cielo.

 

Non è più lei che vedo.

E’ un gorgoglio di paure,

di muffa annacquata e spore,

di indicibili parole.

Ode



Impasto di venti, canta libero

in un battito d’ali.

Non restarmi vicino, ma

naviga scalzo tra rocce granitiche

e posati sul giglio più bello.

Bacia ogni suo petalo e fallo

volare sulle mie mani.

Io coglierò la sua purezza e

con la sapienza del saggio

non lo farò fuggire.

Lo cingerò d’amore e

spargerò il suo polline sulla

terra più fertile.

Mi nutrirò solo del suo

nettare amaro, riposerò solo

all’ombra della sua luce.

Quindi alita su di me la

promessa solenne,

dono la mia anima

nell’ode di un amore futuro.