F.57

 



Prestami la tua pelle

e ti darò i miei occhi

così avrò una difesa

e tu capirai

di cosa ho paura.



Una cosa voglio dirti

che sono doppia

ma non è che mi importi

che sono felice e triste

ma non è che mi importi

mi arrendo a quel che provo.

Se in te si contraddice

in me lo fa due volte

tutto quello che provi

lo provo anche io

ma insieme anche il contrario.

Non ti chiedo di capirmi

non è che mi importi

ma almeno stammi lontano

così per lo meno potrò odiarti

e basta.



Corri

con un palloncino azzurro

e un basco rosso

ti mancherebbe solo

un mazzo di fiori gialli

per poter saltare

la linea della realtà.

 



Sogni psichedelici

in una notte rubata

a tempo che non abbiamo,

ti seguivo e mi sorridevi

prima di scappare

con un sorriso da puttana.

E al mondo non cambia nulla

e potresti essere morto.



Affogo nell’inchiostro

per non sentir piangere

l’anima

che si rannicchia

tra una parola e l’altra

e trova rifugio.

 



Mietendo

i pensieri

ti fai strada

e rimani solo tu

immerso

nel mio sangue

ché la tua falce

mi ha ferito

mentre ti aprivi

la via.

 



Come un palloncino di zucchero

credo che il cielo sia il mio posto

ma insieme anche le tue labbra.