F.103

 



Io qui non sto bene

e non so se sia il sole

che mi manca

o il tuo amore

dentro il quale

chiudo gli occhi

e mi addormento

senza più paure.

Bologna è un piccolo cuore

troppo piccolo per contenere

tutte queste sfumature.

Adesso credo a chi dice

che chi nasce sul mare

non se ne può allontanare,

l’unico scorcio che mi fa emozionare

è il sole che raramente riflette sui binari;

binari che mi riportano a casa

là dove sono al sicuro,

non dalle mie malattie

ma dalla convinzione

che la follia mi renda stupida

piuttosto che un’artista.



Se questo è amore

io non ho amato prima

di saperti sempre nuova

e nuovamente mia ogni volta.



Tu proteggi tutti i miei difetti

e poi distrattamente

io li sacrifico

meticolosamente

all’altare dei tuoi pregi.

E non ho paura

di rimanere nuda:

le tue mani piccole, così grandi,

riempiono gli spazi

di ogni mia mancanza.

C’è una tristezza singolare

nei miei occhi stanchi e rassegnati,

la stessa che ritrovo nei tuoi

quando mi guardi,

con la sottile differenza

che vista dai tuoi occhi

io, sono più bella.



Non so se riuscirò mai

a spiegarti l’amore

che provo per te

perché non si misura,

l’amore che provo per te

è troppo sottile

da definire

con calcoli umani.

Ho provato a ignorarlo

ma mi si è presentato

travestito da fato

e mi ha ricordato

che ovunque io vada

il solo profumo di casa

è quello che trova il mio naso

tra le pieghe

del tuo collo ritroso

nell’attimo eterno

della tua innata scontrosità.



Sarò fedele alla promessa

di ricordarti

nonostante il tempo,

nonostante il fatto

che cercherò l’amore

altrove

sperando di non trovarlo

mai.