F.106

 

Tick



Assenza,
necessità.

Osservai il mignolo.
Piccola, sottile cuticola sporgeva come
becco di pulcino affamato.
Avvicinai
la pelle alle labbra
Strappai
delicatamente
con i denti

Immobile goccia di sangue sorridente
La vita è fatta
di piccole cose

Addio Paradiso



Un singulto di decenza
ogni tanto, come tastato
dalle abuliche dita
della mia indifferenza.

Ricordai i frammenti del peccato
l’ardere intenso, infernale
rimosso infine
distrattamente, come
sigaretta spenta.

Furono falsamente candide
le mie intenzioni,
e non
per sadismo
o per vendetta
ma per mero, liberatorio,
sentimento di abbandono.

Divorato dal destino il putridume della colpa
E così scheletri e ratti
marcirono,
nelle paludi del mio sguardo.

Afasia



Ossimoro silente di urla di nulla
sono lo spazio innocente
e bianco e barocco: tracotanza
dell’incompiuto.

Grafemi e stilemi catabasi d’inchiostro,
putrefarsi vermineo
del detto enunciato già morto.

Sono lo spazio bianco, innocente,
e infantile
Sono le possibilità di scrivere
e far morire.