F.110

 

Acqua



La grande bacca verde
Di rossa acqua e neri semi
La pioggia che mi bagna
Dopo giorni di calore
L’abbraccio al mattino
Del mare che mi culla
Le mille gocce fredde
Che mi percorrono la sera
Il ghiaccio tra le labbra
Si rompe sotto ai denti

Da lontano mi salutano i girasoli
Tutti insieme in quell’immenso prato giallo
Sono felici, ma c’è qualcosa
Percepisco la loro preoccupazione
Sempre mi hanno accompagnato
Nelle mie disavventure
Adesso vogliono sapere
Quel che il tempo ha portato

Un sorriso si allarga sul mio volto
Chiudo gli occhi e mi immergo
Nell’acqua
Che mi avvolge

Goccia dopo goccia



Non riesco a trattenere
A non far cadere
Goccia dopo goccia
Ogni ricordo che ho di voi
Bello e brutto
Io mi muoverò
Voi resterete sempre qui
Con me

Paura



Paura
Di lasciarti sola nel mare
Paura
Di trovarti appeso a una corda
Paura
Di non far pace prima che te ne vada
Paura
Di non avere più un momento insieme
Un momento vero
Un momento sano
Un momento puro

Annega



Li ami
Ma non reggono più
Vogliono morire
Come salvarli?
Come porre fine alla loro sofferenza?
Mostra il tuo dolore
Tuffatici
Dimostra che non sai nuotare
Annega
E loro dimenticheranno la loro vita
Cercando di salvare la tua
Troppo tardi
Il corpo si salva
L’anima rimane negli abissi
Per quanto le membra respirino
Anni trascorrono per ripescare lo spirito
E una volta recuperato
Coloro che erano in pericolo
Penseranno di nuovo a se stessi
E sarà peggio di prima

Abbraccio



Una mattina apro gli occhi
Non vedo la luce
Strano

Mesi sono passati
Un anno circa
Dai tempi del buio più profondo
Tenebrosa e interminabile
Apatia

Le ferite
Che il tempo ha guarito
Che ho imparato a curare
Si sono riaperte

Tutto era perfetto

La sicurezza
L’ottimismo
La determinazione

Tutto si è incrinato

Una piccola freccia nera
Ha colpito il punto più debole
Lo scudo è infine a terra
Spezzato in due
Senza preavviso

Mi ritrovo
A cercare
Di nuovo
Dopo mesi
Per la prima volta
Un abbraccio
E a trovarlo solo in me stesso

Due giorni sono passati
Dai precedenti versi
Due abbracci ho trovato
Di persone inaspettate

Che non avevo mai abbracciato
Che non mi avevano mai abbracciato
E stavo meglio nel mentre
Egoisticamente
Ma sto peggio adesso

Perché l’abbraccio non era per me
Ma per loro

Sei l’autunno



Le tue sbiadite foglie
Pendono da un alto albero
Le tue scure bacche
Ferme osservano il nulla
La tua spenta bocca
Si apre raramente in un sorriso

Che mi pervade
Come l’acqua celeste
Disseta speranzose piante
E mi illumina
Come il sole dopo la pioggia
Invade distese ormai aride

Di rado mi guardi
Di rado mi parli
Ti vedo a volte solo

Il giorno che ti ho incontrato
Era autunno

Non so



Non so cosa penso
Non so cosa è più giusto pensare
Non so cosa è più giusto