F.118

 



Anima fragile,
afferra la felicità.

Alla luce



Alla mia anima sempre in orchestra tra i pensieri che non seguo più,
persa nella luce di un nuovo mattino che lascia volare il mio cuore leggero.

Al buio



Mi hanno strappato l’anima,
l’ombra di questa notte
teme il mio risveglio
non ho più giorni
rimane il ricordo
di un tempo freddo
che scorre lento
e immobile risucchia fermo
il mio tormento,
non guarda dentro gli occhi miei
ormai spenti da una tale tristezza
che copre il vuoto del mio cuore
scoprire di essere uno specchio
rotto e graffiato per il tuo gesto.

11



Camminiamo liberi,
nella città nascondo il mio cuore
che in giorni come questi
raccoglie la tua presenza.

Ti guardo mentre con passo calmo ti scontri con te stesso,
tra le tue paranoie
sei presente ai miei occhi
ma dentro scappi dalle tue paure
e tra le strade di piccoli viali
io mi fermo a pensare
che forse c’è speranza per le nostre anime cupe e piene di calore che si confondono nel suono di questa notte
ma sai, non so più chi sono e cosa voglio dal mondo.

Prima credevo di correre verso di te e ora scappo senza meta per cercare la mia mente,
ormai si abbatte, di fronte ad insicurezze che ho e vorrei con le mie forze vederti felice di amare quando dici a bassa voce che non lo sai fare.

08



Non sono brava con le parole,
la mia anima ha paura,
sono il ritratto e l’ombra di me stessa,
scivolo nella tempesta e nascondo le mie emozioni.

La visione di questo cuore,
ormai rotto, soffoca
delle volte mi manca l’aria
sento di vivere
ma nel tormento
ho pensieri che sulla mia pelle
sono pezzi di carta, si rompono
e fragili cercano una strada.

Questa notte
mi avvicino al tuo petto,
un battito, il suono del vento,
chiudo gli occhi e debole stringo questo momento prima che svanisca.