F.123

 

Plurititolata



Il mercurio misura
Le tue labbra velenose
Ed io sul davanzale
Attendo le analisi
Istanti di panico
E riflessi di finestre
Muovono lampioni
Che mi avvolgono
Sono attimi onniscienti
Che non posso mai cogliere
La tua bellezza frenerebbe una frana
E si dipana in me
Come lava glaciale
Morfina che mi seda
Ho le redini di puledri fantasmi
Pulsanti e cavi slacciati
Tu foresta immortale
Tromba d aria mi minacci
Ed io. A prua. Fra te e l oceano nero.

Il colore dell anonimato



Mi rado di rado
mirando il diario
sono un tipo che improvvisa
una fiat montata dall apprendista
e poi che c è da limar al caso?
cose col timer siamo.
Sì. tu parli di transformer.
Ok, annuisco. Ma adesso
come verme su di un ramo
cado.

Tu, vermiciattola al sole. Che fai?
Mi inretisci. Mi salvi. Ti spalmi la crema. ???

La crema questa era.

Clock.
Ho sbattuto la carcassa
e adesso la merda verde
che mi costituiva -bellamerda-
fuoriesce fluorescente.

Ahh, che gioia innaffiare il prato.



Ti ho studiata come farebbe un cieco
ma senza mani
Ero lì a giocare coi polpacci
a lanciarti le scarpe di gomma contro un bersaglio
per perdere il peluche ed essere costretto ancora
dalle avverse
a farti la faccia di insetto che volevi

Ora ripenso ad ora
Che non ti avevo
Ma ti desidero
T avvero

Tlin (ti intitolerò alla fine)



Sono qui fra i greci a mangiare ceci scotti
la mia cultura fa a botte con l’uni.

verso di te guardo.
cerco la lotteria delle tue
carezze. Brezze in sto deserto
infame, ignorante che manco erra.

Ho le mani pezzate.
L’ansia mi governa.

Ma senza di loro cmq vivo bene
Abbraccio e bacio tutto
ciò che conviene

Il tuo fuggirmi mi sfugge
come Cassiopea.
Ogni giorno
è notte qui
mia -tlin-

25.3.19 (è e non è)



come discariche di vetri rotti
mi trapassano e studiano
vergogna non fa sangue.
frantumato
incollami come mi vuoi.
tutto d un pezzo
o con scarti
i tuoi occhi
che tanto
‘t’aime’ o
sarti.