F.128

 

keine Rettung



trema
ti troveranno
anche senza sentire il rumore delle tue ginocchia vacillanti

ti sconfiggeranno
nella penombra del tuo antico sonno leggero

verrai sottomesso al tuo tramonto
e solo allora bramerai l’odore di un’alba
che non vedrai sorgere mai più.

Fonderanno quel che resta
dalle tue vuote macerie.

Sapevi
che dove più risiede la paura
lì cresce la vera salvezza.

Ora,
non ti potrai più liberare,
perché da inevitabile mortale
oltre l’apparenza non ti sei saputo ingannare.

e così
inizi a bruciare

via-andante



Sai che ad ogni fine avviene una notte
di tumulti e di angosce tribolante
silenzioso il mio passo distante
tutt’un tratto l’oscurità l’inghiotte.

La solitudine lenta attanaglia
e quel che di me resta mai mi basta
ogni mia arma ferma a terra resta
non vinco neanche questa battaglia.

poi il mio cuore con incoerenza
sente un bisogno di consolazione
così la cerca con risolutezza,

ma è lontana la vera salvezza.
Forse troverò la liberazione
se ora mi soccorri con la tua assenza.

che non sia



delicate foglie
si consumano
sull’inarrestabile scia del vento
e perdono
della bella stagione
ogni colore

che la semplicità non sia per loro motivo di desolazione.

 

fragili uomini
vi consumate
sull’incessante marcia del tempo
e perdete
della lontana gioventù
ogni brillantezza

che l’inesorabilità non sia per voi fonte di dolore.

immobile



Non tutti quelli che annegano non sanno nuotare.

non voglio più questo caldo insensibile



vorrei poterti guardare
sempre
con questi occhi
che non riescono a non amarti
vorrei poter non arrivare mai
ad odiarti
nemmeno
nei giorni più freddi
in cui non potrai fare niente
per farmi smettere di tremare
nonostante io tremerò per te
e
non
per
il
freddo