F.128

 

four walls



air baloons hanging from the ceiling
our clothes lying on the flooring
the cold staying outside
all the colors of joy are inside

al buio solo



come Elettra dal padre tanto adorato
mi sento stregata
da un incantesimo cieco
e il mio urlo arriverà muto
alle orecchie di chi non sa ascoltare

non puoi tirarti indietro
se sei in caduta libera

dunque continuo a ballare sulle note di una musica
senza inizio e senza fine

non tutti quelli svegli fino a tardi
non riescono a dormire
a me piace
abbracciare il buio

solo lì
riesco a tenere gli occhi aperti
per cercare i tuoi
poi
ti vedo
e riconosco il tuo volto
poiché, al buio solo
sei immutato dai miei ricordi.

half a heart in the Middle East



a letter, a book, a necklace
a letter, a shirt, a shell
words resonating more than screams
tears flooding more than storms
promises accompanied by a now distant wind
and the restless heart beats to the rhythm of waiting
restless waiting for time to pass,
agonizing waiting for missing to become a habit,
desperate waiting for absence to become a souvenire picture.

you converted me to the religion of infinity
now I pray, believe, feel
infinite space
to manage to find you  between these sheets sooner or later
infinite time
since just one life would not be enough with you
infinite love
-unfinished-
for now this is it

the day comes without knocking on the door
the night is late and does not relieve the pain
oblivion of the heart is what I most
fear and desire
I thought the therapy was milk and honey
since being half of my heart in the Middle East
but, for now, nothing seems to heal
me miserable, incomplete at heart

I’ll stay here writing about silences
just give me his eyes back

metà cuore in Medio Oriente



una lettera, un libro, una collana
una lettera, una maglia, una conchiglia
parole più risonanti di urla
lacrime più inondanti di tempeste
promesse accompagnate da un vento ormai lontano
e il cuore senza pace batte al ritmo dell’attesa
attesa irrequieta che il tempo passi,
attesa straziante che la mancanza diventi abitudine
attesa disperata che l’assenza diventi una foto ricordo.

mi hai convertita alla religione dell’infinito,
prego, credo, sento ora
infinito spazio
per riuscire a trovarti prima o poi tra queste lenzuola
infinito tempo
perché non mi basterebbe solo una vita accanto a te
infinito amore
-non finito-
perché è così in questo momento

il giorno arriva e non bussa alla porta
la notte tarda e non lenisce il dolore
l’oblio del cuore è ciò che più
temo e desidero
pensavo che la cura fosse latte e miele
essendo metà del mio cuore in Medio Oriente
ma, per adesso, niente sembra guarire
me misera, incompleta di cuore


me ne starò qui a scrivere di silenzi
solo ridatemi i suoi occhi

scrivo questa poesia per non pensare



forse mai avrei voluto ricordare
cosa volesse dire amare
avrei preferito restare in quel circuito
protetto dal filo ostinato del mio intuito
—non mi serve nessun paradiso—

metto in rima i miei pensieri
senza renderli però prigionieri
anche se non è l’unico modo in cui posso pensare
è l’unico tramite cui l’attenzione riesco a deviare
—sento il cuore più leggero e ho paura—

—eppure è così puro, mi ha svegliata un alito fresco e morbido.
Destinato è però ad estinguersi, perché solo così possono essere le cose ancora più belle.
non è vero. Fanno solo più male.

ma poi cosa vuol dire amare?
labelling won’t bring you anywhere else
ma ti sei chiesto se io voglio andare da qualche altra parte?—

scrivo questa poesia per non pensare
ma come vedi sono io la prigioniera dei miei pensieri
e alla fine sono riuscita a scorgere la luna.

mano nella mano con Ulisse



si infrange la speranza
del povero Ulisse
, così mi han raccontato.
quella che sembrava Itaca
è invece un’altra isola da svelare.
eppure,
lui è felice.
solo così
sbriglia l’animo in pace
dacché
può continuare a viaggiare.

e io
, come lui,
solo errando
mi sento paga;
specialmente nel tratto
che congiunge
il luogo conosciuto da quello sconosciuto.
così,
mano nella mano con Ulisse,
ci avviamo verso dove
non vi è alcuna meta.

la sveglia delle 10:01



vittima e artefice
tendo trappole al mio solo destino
non chiedo scusa
non mi volto
vicino quanto inafferrabile
il pensiero di fuga mi coglie, ma subito scompare

già piove o ancora piove
e non voglio parlare del tempo
che intanto se ne va e non fa rumore
lui, ospite sempre tanto desiderato
ancora una volta è stato invitato
ma non resta mai

la notte fonda bagna le mie paure
poi ti trovo
nei tuoi occhi come specchi come mari
in cui non potrò mai annegare
tu mi lasci sbagliare
ma intanto mi insegni l’equilibrio

passo dopo passo
ho camminato tanto
ma come nasce una poesia
non l’ho ancora capito
Beato chi il cuore lo sa spiegare.

e io non riesco nemmeno a trovare la luna

keine Rettung



trema
ti troveranno
anche senza sentire il rumore delle tue ginocchia vacillanti

ti sconfiggeranno
nella penombra del tuo antico sonno leggero

verrai sottomesso al tuo tramonto
e solo allora bramerai l’odore di un’alba
che non vedrai sorgere mai più.

Fonderanno quel che resta
dalle tue vuote macerie.

Sapevi
che dove più risiede la paura
lì cresce la vera salvezza.

Ora,
non ti potrai più liberare,
perché da inevitabile mortale
oltre l’apparenza non ti sei saputo ingannare.

e così
inizi a bruciare

via-andante



Sai che ad ogni fine avviene una notte
di tumulti e di angosce tribolante
silenzioso il mio passo distante
tutt’un tratto l’oscurità l’inghiotte.

La solitudine lenta attanaglia
e quel che di me resta mai mi basta
ogni mia arma ferma a terra resta
non vinco neanche questa battaglia.

poi il mio cuore con incoerenza
sente un bisogno di consolazione
così la cerca con risolutezza,

ma è lontana la vera salvezza.
Forse troverò la liberazione
se ora mi soccorri con la tua assenza.

che non sia



delicate foglie
si consumano
sull’inarrestabile scia del vento
e perdono
della bella stagione
ogni colore

che la semplicità non sia per loro motivo di desolazione.

 

fragili uomini
vi consumate
sull’incessante marcia del tempo
e perdete
della lontana gioventù
ogni brillantezza

che l’inesorabilità non sia per voi fonte di dolore.

immobile



Non tutti quelli che annegano non sanno nuotare.

non voglio più questo caldo insensibile



vorrei poterti guardare
sempre
con questi occhi
che non riescono a non amarti
vorrei poter non arrivare mai
ad odiarti
nemmeno
nei giorni più freddi
in cui non potrai fare niente
per farmi smettere di tremare
nonostante io tremerò per te
e
non
per
il
freddo