F.27

 



Mille baci
soltanto per dimenticare
Uno
dei tuoi.

A te che sei lontana



A te che sei lontana,
mando i miei pensieri più dolci,
così che li serbi nei momenti più amari della vita.

A te che sei lontana,
celo le mie lacrime,
le profonde ferite che sanguinano ancora,
così che non soffra per me,
così che non provi a capire il mio buio.

A te che sei lontana,
mando i miei saluti sorridenti,
mani che sventolano nel cielo come bandiere,
così che non veda il mio volto contratto.

A te che sei lontana,
mento,
per non farti vedere,
per non farti sentire,
quanto faccia male.

A te

sorella

che sei lontana,
mando il mio amore,
la cosa più vera di me tu possegga.



Cerco i tuoi occhi nel buio,
ti stringo,
per paura svanisca nel mattino.

In questo attimo,
il tuo respiro sulla pelle,
ti sento,
forte
dolce.

Sarà forse questo,
chiamano amore?



Un bacio, per caso, rubato.
Poi un altro ancora,
tocchi leggeri, dolci e intensi,
come suonassimo su corde impalpabili una musica muta.

E allora seguiamo la nostra melodia,
la canzone di noi,
fatta di risate sincere, sentite,
di parole senza suoni,
senza tempo.

Danziamo al ritmo dei nostri battiti
racchiusi negli sguardi che si incrociano elettrici.

Danziamo,
come fosse tutto un gioco,
dimentichiamo le lacrime e le ferite,
per quelle ci sarà tempo.

Rubiamo tempo al tempo
che corre
che scorre,
che si scorda di noi.

Danziamo sulla nostra canzone senza note,
fin quando avremo forza,
fin quando non farà male,
fin quando ci sarà da amare.

Stai guardando l’eclissi?



Sarai per sempre
bloccato nella luce
che si fonde alle ombre,
dietro le mie palpebre,

immagine impressa,
prepotente.

Ti ho perso
nel luogo in cui amore e odio
si confondono
e fondono insieme.

Ma in questo attimo
sembra quasi

tutto quanto è stato

sia ancora amore.

Stai guardando l’eclissi?



Nessun cacciatore,
nessuna preda.

In amore
tutti
siamo teste appese allo stesso muro.



Urla d’inchiostro

si spandono sulla pagina

bianca di solitudine.

Fermati.

Guarda i muti suoni delle mie parole,

ora assordanti nel silenzio d’intorno.

Fammi restare

in fondo ai tuoi occhi,

non lasciarmi sola

fra le nere lacrime di questi fogli.