F.29

 



Vivo
Nella terribile speranza
Che questo sia,
Tra gli infiniti,
L’Universo in cui
Finirò con l’amarti
Per sempre.



La notte dell’Apocalisse
Ho errato,
Tagliando con le fiamme
Dell’anima
Il gelido tocco della sottile brezza.

Più oscuro della notte senza luna,
Ho donato le mie tasche
Al primo spirito vagabondo,
Incapace come me
Di dormire
Nell’ultima notte del mondo.

Ho donato ai miei occhi
La città muta, intera,
Fradicia di pioggia,
Perforata dalle stelle;
Vuota, ma mai come me,
Ramingo sulla terra.

Ho donato ai miei polmoni
Un’aria nuova,
Senza più segreti,
Né angoscianti illusioni,
Bensì reale,
Come la fine incombente.

Ho donato le mie note
All’alba infuocata,
Splendida di colori,
Nella felice ignoranza
Della sua sorte ormai segnata.

Ho donato i miei pensieri
Ad un umile foglio di carta,
Disegnato a fitte parole
Di liberazione e sollievo.

Il mio cuore avrei donato
A questa notte dell’Apocalisse,
Se solo mio fosse ancora stato.

Chiuso in uno scrigno ormai dimenticato,
Giace immobile,
Senza di me,
Senza di te.

Il nulla infinito è alle porte,
Un tremante sorriso lo accoglierà:
Nulla più da dare ho,
A questo mondo
Che al termine volge.

Il vento



Fermati.

Lo sciacquío degl’invisibili
Flutti di vento,
Del vento che tutto
Ha visto,
Per sempre innamorato
Della sua gelosa terra,
Della quale da immemore tempo accarezza
Le chiome e le curve,
Instancabile;

Anche tu,
Ascoltalo.

Profondo e placido,
Colmo di vita e di profumi da Oriente,
Parla con voce di fronde
Parole millenarie,
Che tutti sentono,
Che pochi ascoltano,
Che nessuno comprende.

Vorticose danze di petali,
Incessante fremito dei piangenti salici,
Anima dell’erba,
Mistici canti nelle praterie,
Grandiose avanzate di eserciti di sabbia,
Onnipotente,
Tutto questo esso crea.

Davanti alla meraviglia
Non c’é verso migliore
Del silenzio.

Anche tu,
Lascia parlare
Il vento.



I pini mughi,
Il latte caldo alla sera,
Le notturne scorribande,
Le sognanti stelle,
Mi parlano.

I sogni,
Gli incubi,
I cremisi papaveri,
Le candide nuvole,
Mi parlano.

Il rosso,
Le cicatrici,
Le rive del fiume,
Le gocce di pioggia,
Mi parlano.

L’alba,
Il tramonto,
I fili d’erba,
I tasti del pianoforte,
Mi parlano.

I quadri,
I racconti,
Il profumo del vento tiepido,
La neve che scricchiola,
Mi parlano.

Le onde salmastre,
Le porte che sbattono,
I tuoni lontani,
Le dita sottili,
Mi parlano.

I dolci ricordi,
I più tristi dolori,
La poesia delle tenebre,
Le ombre a colori,
Mi parlano.

Mi parlano,
Di te.



In una prigione
Dai muri di gelsomino
Vivo una vita di plastica;
Mi circondano e mi annebbiano
Alchimie arcane,
Figlie di una scienza che,
Salvandoti,
T’imprigiona.

Compagni di sventura
Occhi vacui e parole distorte,
Pensieri ammiccanti
A fantasie deliranti,
Menti spalancate
Su altri mondi,
Non il nostro.

Non il vostro.

Vivo una vita di plastica,
Assorto nella pace
Di una tempesta
Che solo a tratti
Mi sfiora.

Mai più libero,
Anche fuori,
Da questa prigione
Dai muri di gelsomino.



Perdonateci,
O leggiadre farfalle,
Se non sappiamo capire
Il semplice vivere
Di bianco volteggiare,
In un soffio di vento
Non frenetico,
Ma dolce come il vostro
Lieto esistere
Tra fronde fiorite.

Perdonateci,
Perché mai potremo
Umilmente
Da voi
Imparare.

Piena è la vostra vita
Di un giorno;
Vuota un’esistenza
Di un secolo.



Non so,
Ma c’é qualcosa
Di estremamente vitale
Nel morente sole.

Il fascino dell’ultima
Luce
Che promette
Oblio.

Si disperde a poco a poco
L’eco di un calore
Che emette i suoi ormai flebili
Ruggiti.

Presto sarà la notte,
Figlia oscura della brillante luna.

Presto il fuoco
Apparterrà solo alle fredde
Stelle lontane.

Presto sarà
Di nuovo
Mattina.

Appunto a matita



Ci sei tu,
Al margine dei miei appunti,
Tra depressione e
Disturbi bipolari.

Ti penso, mi pervadi.
Scacci depressione e
Disturbi bipolari.
Sorrido.

Il messaggero della dea suicida



“Non umana grazia,
Bellezza e splendore
A me furon concessi
Dal primo dei miei infiniti giorni.
Nell’ultimo dei miei infiniti giorni
A te mi rivolgo,
Perfetta di grazia,
Splendore e umana bellezza”

Dice, nelle tenebre della notte,
Il messaggero della dea suicida.

“Né angoscia né ingiustizia
Né tristezza, io divina,
Ho saputo scongiurare
Nell’eternità onnisciente.
Nell’ignoto tempo che scivola,
O anima mortale,
Sei sollievo, speranza
E felicità”

Dice, sotto la pallida luna,
Il messaggero della dea suicida.

“Mille preghiere ho esaudito,
Mille conflitti ho inasprito,
Soltanto caos ho generato;
Di molti dea, di tutti schiava.
Libero spirito da vincolo sacro,
Vaga leggera, ed ebbra di gioia,
Un solo voto mantieni inviolato:
Ama sincera, chi t’ama
Appassionato!”

Dice, nel roseo crepuscolo,
Il messaggero della dea suicida.

“Se ad ognuno danno ho arrecato,
Se nel mio intento io ho fallito,
Nella mia ultima ora
Gioisco sincera:
Meritandolo, muoio;
Meritandolo, vivi.
Ciò che non ho potuto e saputo,
Tu da sempre fai,
O minuta salvezza del mondo!”

Dice, nell’alba dorata,
Il messaggero della dea suicida.

Oscuri anfratti



Fuma l’ultima sigaretta
Accarezzata dalle rosee dita del sole ormai morente.
Non vivrà più, si è spenta con esso.
E con l’ultimo bacio di fumo
Si perde nel vasto, fuggente etere della tiepida sera
Anche il sospiro delle mie
Infinite angosce.

Che ne sarà di tutto, ora che è giunta
La fine, ora che l’oscurità scende,
Impenetrabile?

La vittoria delle tenebre,
Infinita,
Soggioga ogni cosa.

Disperazione, noia e silenzio.

Breve è la luce, destinata a consumarsi,
Ogni giorno e sempre,
In cenere, e in inutili
Volute di fumo.

Anche domani sarà così,
L’ultima sigaretta.



Dopo la tempesta
Sono uscito a leggere i silenzi
Tra le stelle,
Infiniti,
Come gli spazi tra le nostre
Parole.

La tua anima non è schiusa dal notturno
Cielo.

Perdonami,
Devo andare.

Si è fatto luglio.

Intellettualizzazione



Poiché i numeri, mia dama, non sono che un paesaggio senz’anima,
Uno stelo senza fiore,
Imperii di sabbia smembrati dall’onde,
Fumo nel vento e
Luci nell’ombre,
Forme senza materia,
Linee senza luogo e punti senza spazio.

Spiriti senza volto.

Pur sempre resta, tuttavia,
Un misero 18.

Haiku



3:26

luce, ad una finestra.

3:27