F.40

 

Lexotan



Crisantemi Opulenti con cui
dipingi i feretri,
parole che tremolano
sui mesti steli mentre
bugiferi sorda ai roridi cieli.

Danzi sulle bieche tombe , fatina Wiccan,
mormorando una sordida preghiera .
Hai solo dieci anni , ma le ciglia gravide
di stile di dolore.
Le tue Ciocche Rosse spante 
coronano la lapide.

Danza , danza . Dissemina gocce
di Lexotan
nella bonaccia , agita
lo strascico della gonna e poi
ingurgita. Ansia. Ansia.
Questo il tuo rito magico per
debellare la
Triste Mietitrice.

La Signora che inghiottì
Tuo padre nel Sonno Eterno .
3 anni orsono.
Saluta l’Epitaffio inciso nella mica corvina,sulla guancia:
come addio solo un graffio ti ha lasciato .



Ho dormito a singhiozzi,
t’ho incontrata
nella Valle dei Sogni.
Assopito,
t’ ho trascinata nelle
Spiagge dell’Onirico
finché le schegge del mattino
non m’hanno squarciato la cornea.
Svegliato,
È come se fossi scomparsa
all’improvviso,
tra frammenti di ricordi
che recisero il tuo viso.
Ho scostato la nebbia
cercandoti nella memoria ,
ma la nebbia era folta
e la mia vista deturpata,sepolta.

Sotto droghe



Non scrivo
se non,
Alterato



Inciampasti su di
me,un giorno.

Notte nello spazio di un manicomio



Vedo stelle lattescenti 
gocciolare dagli astri bui;
E qui , lì: senti ? Senti ?
Quei sesquipedali 
20 ml cui ,
tuffandosi, straripano le vene.
Quel giorno dacché fui
inondato da camici color neve ;
E gridai “spazio”,
Soffocata da flaconi ardenti d’etere etilico.
Tossendo da tisico. 
Mentre il diazepam -fluviale-
mi assopiva sciogliendo le gocce
di latte nella notte che moriva.



Ho teso la mano verso il sole

In cerca del buio – per trovarti nei sogni



È come tentare di catturare
Un filo
Minuscolo
Perso
Nell’acqua
Immergendo le mani.
Questa è
La ricerca
Inutile
Della parola