F.43

 



0, 0, and the rest. The company.

The company.  The company.  The

company.  The company.   The

company.  The company.  The 21st

We are not 1

venezia piccola piccola



venezia piccola piccola sei

a confronto al mondo

una cosarella sparuta

e tutta raggrinzita

nei tuoi intarsi

che guardano il Canal Grande

Un ninnolo sei

Guarda quante sono

le leghe che ti separano dalle capitali tartare

da Buffano da Cleveland, Singapore, Stoccolma

solcate da “trealberi mercantili, incrociatori da guerra, piroscafi, canoe di betulla” forte

ma che ne sanno quelli di come ci si sente qui a non essere di passaggio, a essere dentro di te

Questi Yankees che ti invadono massiccia,

e tu a confronto

alla grande cina

alla grande madre russia

Venezia, tu, sei un chiwawa

e le navi da crociera il tuo collare di pietre dure

le bancarelle dei tuoi abitanti

gli ultimi ciuffi di un pelo di razza

in un’alopecia incipiente

Tu che vai ai Party



Nella tua onda di profumo

La spontaneità evapora

In contrazioni polmonari

Che disturbano il respiro

Una voce parla dall’alto. È l’oracolo. No è la radio.

L’autista ha messo Lo Zoo di 105.

Il mondo era giovane, aveva quasi 25 anni.

Mokusei



Il y a des rumers moins humaines que les autres bruits

Que s’engloutissent entre eux

Comme nous

Aussitot qu’on s’oublie

di vento e di mare



In questa città

di vento e di mare

le lenzuola si attorcigliano

sui fili e i gabbiani

continuano a volare

voglio solo sedermi accanto a una vecchietta, al sole,

guardarla un momento negli occhi e poi pensare

ai fatti miei, al mondo fino a ieri

poi cominciare a parlarle

dandole del “lei”

  • E come si trova?
  • Mi trovo bene,

in questa città

di vento e di mare

le lenzuola si attorcigliano

sui fili e i gabbiani

continuano a volare

ora mi scusi, volevo solo riposare

un momento, accanto a lei, al sole,

ora devo andare,

verso i luoghi miei,

verso il mio mondo fino a ieri

che pure era pieno

di vento e sì, anche di mare

le lenzuola pure ieri si attorcigliavano

sui fili e i gabbiani

chissà se si chiedono dove vanno e da dove vengono

e se si danno del “lei”

quando tra loro si fermano

al sole, sulle barene, a pensare

in questa città di vento e sì, c’è anche il mare

qui

7 Mutt’s Poems



1


.
I am a poem, there has not been a central definition for me,
but I have a history,
a whole chain of letters and spaces
and blanks
that arrived until this point
.



2



For some, I don’t exist.

Read me aloud



3



I need a reader to exist, now you know.





4



I wanted you to be my reader




5


I am worlds ptt together to be a poem




6



My name is poem number 6




7



I am sorry our conversation is brief but I can’t go further than poem number 7.

Good Bye.

Primavera a febbraio. La prima di un grande spettacolo che si ripeterà per tutta la stagione



Seduti

sul canale della Giudecca

come in un lido balneare

cogli occhi chiusi

a guardare il sole

AAA



Amami

amami ancora amore

amami

facciamo onore

al nostro assetto genetico:

a secoli di violenze, stupri, dolore

che hanno permesso

adesso

ai nostri due corpi forti

di desiderarsi



The following text has been found to be

Not-existent

Except by

a handful of Western European States,

And

Among them

Part of their poetry readers

And

Ironically

By some fictional States

  • Such as Camelot and The Waste Land  -

That are

Unfortunately

not yet State Party

.

.

.

Nonetheless

the fact this advice

Has been given

It is by itself

an improvement

Of its existing situation.

.

.

.

Gentrification generation

In squatter quarters

Now richer and richer

Wear ‘80 sunglasses

Eating no(o)d-les(s)

speech-less

.

“okay, calm down

It’s everybody trying to have a genuine human connection”

.

Using chopsticks

Success-less

.

.

.



Nonostante il piacere di un momento in un momento muoia,

Nutriamoci senza riposo.

And now, please, let me think at stupid things.