F.55

 



nel tardo pomeriggio
sono solito prepararmi una tazza di té
con limone, zenzero e miele
ascoltarmi un po’ di musica
- spesso la solita roba –
fumarmi una sigaretta
rimuginare sulla ciclicità della vita.
leggo la posta,
metto like sui social
e
corro
a
cacare.
per ogni sorso surrogato
c’è sempre uno stronzo pronto a uscire.
forse è lo zenzero.



sono un bicchiere
colmo di gocce.
sono una gabbia
per le bestie.
sono una collina
ricoperta di alberi.
sono felice
e sono stanco.
sono grato
e sono immobile.
voglio esser anch’io
goccia, bestia, albero.
ho bisogno anch’io
di bicchieri, di gabbie e di colline.

HCB



Pennacchi di fumo.
Mahler che riempie la stanza.
Bottiglie vuote.
Il frigo vuoto.
Una macchina da scrivere loquace.
Lattine di birra smembrate.
Gli anni persi al servizio postale.
Le corse dei cavalli.
Le donne desiderate.
Le donne desiderose.
La donna più bella della città.
Che leccano le ferite.
Che hai ferito.
Quelle che feriscono.
Six pack comprato con i cent raccolti dal fondo di una tasca.
Hollywood, i reading, i giardini zen.
Il vomito rinsecchito, la puzza di piscio.
Bottiglie vuote.
Le palle svuotate.
La più grande star di Hollywood.
Le risse al bar.
I conti non pagati.
Odiare il dover dir diamanti ad ogni aprir bocca.
I cazzi mosci, le fiche a stufo.
Lost Angeles, i motel da reietti: io non sono qui.
Mia madre, mia moglie, mia figlia.
Mio padre, il mio datore di lavoro, il mio volto allo specchio.
La cultura underground, il tuo editore, i tuoi lettori arrapati.
La barba incolta, le cicatrici, i compagni di sbronza.
I panini al prosciutto, grattarsi sotto le ascelle, voler diventare uno scrittore.
Le erezioni, le eiaculazioni, le esibizioni.
Bottiglie vuote.
Gli stracci sgualciti e scuciti.
La bomba atomica.
Il tuo sistema vincente.
Brindare sulle sconfitte.
L’ironia, i palmizi, i pompini da vecchie puttane sdentate.
Il barista, il tuo miglior amico.
I conti da saldare.
Le tristi bottiglie vuote.
Le notti bianche.
Il sole marcio.
La paura di perdersi.
La misantropia, l’orgoglio, la rivincita.
Il dito sul grilletto.
Le parole cucite come un abito troppo stretto da indossare.
Le donne desiderate.
Il vino e le rose.
Tacchi a spillo e vestiti attillati.
L’Ibm non sarà mai migliore dell’Olympia.
Non dover mai parlare di amore o di stelle.
Scrivere poesie per portarsi a letto le ragazze.
Shakespeare, la svastica e le confessioni di un codardo.
Il primo bicchiere, il peccare, la canzone dei folli.
Gli ospedali, la galera, l’ippodromo.
Le mutande, le cravatte.
Adolf, l’opposizione, il buddismo.
La Cadillac, la creazione, l’immortalità.
Hemingway, Miller, Dostoevskij.
Gli anni buttati via.
L’ubriacone, il giocatore, il factotum.
Spegni la luce e aspetta.
Non provare.



tutto è l’uguale di tutto
tutto è l’opposto di tutto
fuori dal tempo
dalle parole
dai gesti
dai colori.
capire è pretesa
confronto
competizione.
l’illusione l’evoluzione
che conduce alla realtà.

atomo #5



che vita meravigliosa sarebbe
insieme nel mondo
semplice, pulita, sacra



quindici anni di attesa.
mi fumi sul viso
e da nubi di camomilla
piove la tua chioma
che mi bagna le labbra
e mi disseta.

atomo #4



cala il freddo
mi stringerò al tuo cuore di pile
lasciandoci soli



passerò le mie dita tra i tuoi capelli
che profumano di poesia e rivoluzione
e il tuo petto sul mio
con un unico cuore a pomparci il sangue nelle vene
in questa stanza di cenere e nicotina
scalzi, i tuoi piedi sui miei
per averti più vicino
per soffiarti nella bocca
quello che la carne non sa dire

atomo #3



quanto ardore nella tua adolescenza
bramo, sapore del peccato
se il desiderio mi fa morire



spaccherò la terra
donandotene un pezzo
dove nadir e zenit si incontreranno
leccherò il tuo fiore di venere
e dai tuoi occhi blu
lacrime di stupore
affogheranno la mia anima
facendomi sentire colpevole
come mai prima d’ora
svelando il mio sorriso beffardo
fatto di noia e di pietra

atomo #2



come un alito
di affannoso respiro
scalda la terra



masticherò del legno di quercia
fino a rompermi tutti i denti
fino a consumarmi le gengive
per sputare sangue sotto i miei piedi
per tornare bambino
per non ferirti
quando berrò al tuo seno

atomo #1



dimmi di te
vestita dal canto
rogo di noia