F.63

 

Il Mare



Non mi rendo mai conto di quanto mi manchi il mare finché, quasi per magia, entra nella mia visuale. E strano, sai. Io so cosa sta per succedere, so cosa vedranno i miei occhi…eppure quando quel infinito mondo inesplorato fa capolinea nel mio sguardo sento immediatamente i polmoni gonfiarsi di aria, come se non avessi mai respirato prima. E sento quella calma e quella malinconia meravigliosa che solo il mare, cullando le tue memorie, sa darti. E alla fine sono qui, in mezzo al nulla, sospesa sulle onde quiete ed imprevedibili, sul mare di nessuno, a respirare aria che rigenera e ristora e apre orizzonti su nuovi sogni inesplorati!

ma che cazzo ne so



ma che ne so io dei problemi che ti porti in testa

cosa me ne frega di ciò che non vuoi risolvere

ma non stressarmi, diamine

che ho altro da fare, da scrivere

non vedi che non ho tempo da perdere qui?

tre anni di frustrazione mi bastano

ad impastarmi la lingua

e a confondere le mie idiomatiche idee

che ne saprò mai di tutta questa storia

se non mi importa nulla

non voglio altro che ciò che mi spetta

quello che mi sono meritata con le lacrime

e le notti insonni tra stranieri

e le gastriti fulminanti

e i caffe troppo bollenti per una vita fredda

congelata da troppe scelte

fatte per mano vostra

e muoio un po’



e muoio dentro quando

mi allontani

o sono stata io

a perderti?

e muoio fuori quando

sei appena allegro,

e io lo so, di vedermi

e muoio un po’ quando

mi ricordi che avevo

il tuo cuore in mano

e sono stata io

a soffocarlo

Nero



E fuggirò la tua compagnia

Ed eluderò i tuoi sguardi

E sfuggirò ai nostri discorsi

Ed eviterò i tuoi tocchi

E tu non capirai, o non vorrai capire,

perché vi è questo muro tra noi.

Ma io sarò lontano da qui,

con uno sguardo un po’ più cupo,

un sorriso un po’ più triste,

Ma lontano dal tuo magnetismo

che mi lega e mi ingabbia

in questa realtà.

Mi soffochi



ti sento e non riesco più a vedere il mare,

vedo solo l’acciaio e il fumo che mi schiacciano.

Non sento più il canto delle Sirene,

ma il triste gorgoglio di un fiume rabbioso

che batte nel cuore della città.

Non percepisco la luce e il calore di quell’amore

furioso e soave,

avverto umidità e pioggia,

in arrivo dalla lontana capitale,

che soffocano i miei pensieri allegri

con ferrovie immense e metropolitane ragnateliche.

Mi soffoca la voglia di vivere

i miei vent’anni

nel mio cipiglio di arrogante indipendenza

all’ombra delle tue tempeste,

del tuo animo tormentato,

dei tuoi sogni vaghi ed inquieti

la mia tranquillità

è soffocata.

I can not escape



Scrivo per respirare

aria pulita

libera da legami e gravità

per sgusciare tra parole languide

velate di miele e falsità

dove il tuo sguardo non mi giudica.

Il cielo non ha confini

e il sole può non esistere

insieme a tutti gli astri lontani,

troppo lontani, per leggere i miei versi

distorti e scanzonati,

ma leggeri e liberi

come io, in fondo,

non potrò mai essere

Lasciami Perdere



Lasciami perdere

se non sai come vedermi, lasciami perdere

se passi le ore violentando

i secondi liberi del mio tempo,

lasciami perdere

se la tua nebbia avvolge

i miei raggi lunari stritolando

i miei pochi aliti di anima,

rimani nel nero e lasciami perdere.